Archivi del mese febbraio, 2011

Alloggiamento sovvenzionato

L’ alloggiamento sovvenzionato (chiamato anche alloggiamento sociale) è la sistemazione istituita dal governo statale o degli di livello istituzionale inferiore in favore delle persone appartenenti alle fasce di reddito più deboli. Al fine di raggiungere tali obiettivi, molti governi favoriscono la realizzazione di alloggi che possono essere acquistate ad un prezzo vantaggioso. Le tipologie di sovvenzioni più diffuse in Italia sono le seguenti:

– sovvenzioni dell’alloggiamento;
– alloggiamento senza scopo di lucro;
– edilizia popolare, supplementi di affitto;
alloggiamento cooperativo;
– alloggiamento del settore privato.

Le sovvenzioni dell’alloggiamento sono forme di finanziamento messe in atto dai governi che istituiscono un fondo a sostegno dei proprietari/inquilini che presentano una situazione reddituale non favorevole.

Nei comuni italiani, soprattutto nelle regioni economicamente più arretrate sono stati istituiti dei fondi per la realizzazione di Alloggiamenti senza scopo di lucro per le famiglie indigenti. In questo caso sarà l’ente stesso ad assegnare le abitazioni alle famiglie in conformità a criteri che prediligono la componente reddituale. A volte invece, tali alloggiamenti sono di proprietà delle associazioni che non perseguono scopi di lucro come ad esempio Chiese e altri organismi operanti nel terzo settore, quello dei servizi sociali.

L’alloggiamento nel settore privato è finanziato dal governo. Ciò può essere considerato una forma di alloggiamento a basso costo per il costruttore, per il proprietario o l’inquilino.

Per quanto concerne l’edilizia popolare, questa può essere considerata come una proprietà reale posseduta e controllata dal governo. Gli inquilini, affinché possano avere accesso presentare dei requisiti che ne determinano la loro idoneità. Tali parametri fanno riferimento sempre alla situazione reddituale complessiva facente capo al nucleo familiare di appartenenza. Il governo nell’ambito delle politiche sociali e di sostegno economico in favore delle famiglie più povere, può anche erogare degli aiuti finanziari destinati ai proprietari che danno in locazione gli immobili agli inquilini a basso reddito.

I supplementi sono dati dalla differenza tra il canone medio praticato sul mercato immobiliare e la quota di affitto che gli inquilini sono in grado di pagare in base al reddito annualmente prodotto e dichiarato da loro.

Aliquote ICI

L’ICI, acronimo di Imposta comunale sugli immobili è una tassa statale che grava sui fabbricati e sui terreni agricoli ed edificabili della Repubblica Italiana.

Nata come Imposta straordinaria sugli immobili, ha preso la forma attuale con il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504. rappresenta, oggi, una delle entrate più importanti nel bilancio dei comuni italiani, sostituendo trasferimenti di fondi dallo Stato centrale.

Si tratta di un’imposta sul patrimonio immobiliare che grava sul valore del fabbricato con una percentuale fissa decisa dal Comune. Aliquote e detrazioni Ici vengono determinate annualmente da ogni singolo Comune con una apposita delibera.

Non esiste un’aliquota unica nazionale poiché l’art. 6 del D.Lgs. 504/1992 si limita a prevedere un minimo del 4 per mille ed un massimo del 7 per mille. Le aliquote, quindi, variano da Comune a Comune e di anno in anno. Sul web è possibile trovare numerosi siti che offrono il calcolo gratuito dell’imposta relativa al proprio comune di residenza.

Alloggiamento Cooperative

L’alloggiamento cooperativo è una forma di alloggiamento sovvenzionato da un ente pubblico o privato che si occupa di gestire le abitazioni che dovranno essere assegnate a famiglie che sul piano reddituale presentano una condizione meno favorevole. In Italia, tale fenomeno è diffuso soprattutto nelle regioni del meridione, dove il reddito medio procapite risulta essere nettamente inferiore se comparato con quello delle regioni del nord. L’alloggiamento finanziato (definito altresì alloggiamento sociale) è la sistemazione istituita dal governo statale o di livello istituzionale inferiore a beneficio di soggetti che appartengono alle fasce di reddito meno agiate.

Proprio perché tali obiettivi possano essere, molti governi favoriscono la creazione di appartamenti che possono essere acquistate ad un prezzo vantaggioso.
Le sovvenzioni dell’alloggiamento sono forme di aiuto economico posti in essere dai governi che danno vita ad un fondo a sostegno dei proprietari/inquilini, i quali, ogni anno dichiarano nell’apposita dichiarazione dei redditi una situazione reddituale non favorevole.

Nei comuni italiani e soprattutto nelle regioni che versano in condizioni economiche più arretrate sono stati stanziati dei fondi per la realizzazione di Alloggiamenti senza scopo di lucro in favore delle famiglie più bisognose. Gli alloggiamenti cooperative fanno parte di questa tipologia di intervento che ha come fine l’innalzamento del livello di coesione economica e sociale di quelle aree economicamente più disagiate. Tali forme di alloggiamenti sono controllate dai membri di una società che si crea appositamente e non vi è la presenza di un proprietario esterno.

Tutti i residenti della comunità devono divenire membri e prestare il consenso per dare esecuzione a determinati decreti di legge. I residenti corrispondono un canone mensile che è regolato dalla società e che è contemplato nel relativo preventivo annuale. In alcuni paesi, le società cooperative ottengono delle risorse che rappresentano un fondo per supportare finanziariamente un programma di affitto per i residenti a basso reddito. Oltre che fornire l’alloggiamento che può essere acquistato, alcune società rispondono alle esigenze delle Comunità specifiche e si occupano di favorire l’accesso anche a soggetti fisicamente svantaggiati perché diversamente abili.

Scadenza Ici 2011

Per il calcolo dell’ICI è necessario conoscere la rendita catastale che potrà essere acquisita attraverso una visura catastale  da richiedere presso gli uffici dell’Agenzia del Territorio, direttamente  online, oppure, presso gli uffici postali.

Per quanto riguarda i fabbricati, l’imposta si calcola moltiplicando la rendita catastale per 100 (nel caso di abitazioni ad uso civile) oppure per 50 nel caso di immobili classificati nella categoria A/10 (uffici e studi privati) o infine per 34 per quelli rientranti nella categoria C/1 (negozi e botteghe). In tutti i casi il risultato andrà maggiorato del 5 per cento.

L’importo ottenuto dovrà essere poi moltiplicato per l’aliquota ICI stabilita dal comune di appartenenza. I comuni possono deliberare aliquote Ici in misura non inferiore al 4 per mille, né superiore al 7 per mille.

Per favorire la stipula di contratti di locazione con affitto più contenuto rispetto a quello libero, i comuni possono deliberare, nel rispetto dell’equilibrio di bilancio, aliquote Ici più favorevoli per i proprietari che concedono in locazione, a titolo di abitazione principale, immobili alle condizioni previste dagli accordi locali definiti fra le organizzazioni della proprietà e dell’inquilino.L’aliquota agevolata potrà essere inferiore al limite minimo del 4 per mille.

Il decreto legge n. 93 del 27 Maggio 2008 in materia di disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie, ha sancito l’abolizione del pagamento dell’ICI sulle unità immobiliari adibite ad abitazione principale, così come inquadrate dal decreto legislativo n. 504 del 30 dicembre 1992.

ICI prima casa

L’Ici, è l’imposta comunale sugli immobili, questa colpisce le manifestazioni di ricchezza rappresentati dai beni immobili come case, aree in cui è possibile edificare, terreni agricoli eccetera.

Questa tassa deve essere pagata altresì da soggetti che sono titolari di diritti reali sui beni immobili. Per determinare sul piano quantitativo l’imposta bisogna conoscere la rendita catastale conseguibile mediante una visura catastale che può essere richiesta dai soggetti interessati all’Agenzia del Territorio, oppure tramite internet collegandosi al sito di Poste Italiane.

Per incoraggiare la stipulazione di contratti di affitto con canone più ragionevole, l’ente comune può fissare in ottemperanza alle necessità di bilancio, delle aliquote ai fini della determinazione del tributo locale, più favorevoli per i titolari di immobili che danno in affitto, a titolo di abitazione principale, immobili in conformità alle regole che formano oggetto di accordo tra privati. L’aliquota agevolata potrà essere di sotto del limite del quattro per mille.

Altro caso in cui l’ente comune può strabiliare le aliquote Ici anche al di sotto del 4 per mille, è quello in cui i titolari di beni immobili abbiano compiuto dei lavori di straordinaria manutenzione al fine di volti al recuperare le unità immobiliari che risultano essere fatiscenti o che comunque non possono essere adibite ad uso abitativo. Sono interessati dai provvedimenti anche i lavori di recupero di beni immobili di rilevante valore artistico e di grande interesse architettonico che trovano collocazione presso il centro storico del comune.

Il decreto legge emanato dal governo italiano nel 2008 contiene delle prescrizioni normative che hanno l’obiettivo di tutelare il potere di acquisto delle famiglie e per tale ragione sancisce l’abolizione del pagamento dell’Ici sulla prima casa, vale a dire sull’abitazione che abitualmente le persone utilizzano e adibiscono ad uso abitativo e nella quale risultano essere residenti. Forma oggetto di tali previsioni normative, altresì la pertinenza (come ad esempio garage, cantina, scantinato, eccetera) dell’immobile adoperato come abitazione principale.

Ici 2011

L’Ici è l’imposta comunale sugli immobili che colpisce tutti i soggetti che sono titolari del diritto di proprietà su dei beni immobili (come ad esempio case, terreni destinati anche ad uso agricolo, eccetera) o titolari soltanto di un diritto reale di godimento sugli immobili.

Come sappiano nel 2008, il governo italiano ha eliminato il pagamento dell’imposta comunale per quanto concerne la prima abitazione, cioè la casa che il cittadino, dove abitualmente vive e risulta essere residente.

La detassazione interessa anche le eventuali pertinenze collegate all’immobile adoperato come abitazione principale (cantine, magazzini, scantinati, box auto o garage). Ogni comune per l’anno 2011 ha stabilito le aliquote e le scadenze che riguardano la tassa comunale sugli immobili che ogni cittadino-contribuente è tenuta a pagare.

Attraverso una delibera, il consiglio comunale di ogni ente Comune nel quale trova ubicazione l’immobile, ha fissato la percentuale da applicare alla base imponibile (valore catastale dell’immobile) per stabilire l’ammontare dell’imposta che il contribuente dovrà pagare.L’ICI è l’imposta comunali sugli immobili,  per cui come si evince dal nome, è un’imposta la cui modalità di imposizione è gestita dal comune di residenza dei contribuenti che sono proprietari di immobili, terreni, che sono utilizzati non come prima casa, in quanto la prima casa non è presupposto dell’imposta, bensì la titolarità della proprietà del diritto di proprietà su immobili che non sono adibiti a prima casa. Chiaramente le aliquota, vale a dire la percentuale che verrà applicata alla base imponibile, viene stabilita dal consiglio comunale che ogni anno delibera quale sarà  la misura del tributo che i contribuenti locali dovranno pagare. In un momento di crisi economica e in seguito ai tagli che il governo nazionale ha dovuto operare affinché si possa raggiungere entro il 2013 il pareggio di bilancio i comuni si troverà accorto di risorse finanziarie, molto probabilmente dovrà aumentare l’entità dell’imposta comunale sugli immobili da fare pagare ai contribuenti insieme a tutte le altre imposte locali disciplinati da norme emanate dal comune stesso.

Se da un lato l’imposta sulla prima casa è stata tolta, non bisogna dimenticare che se si è titolari di altri beni immobili, puntualmente tali manifestazioni di ricchezza verranno colpite dal tributo locale. Inoltre, si ricorda che l’ici viene applicata anche su edifici che non sono stati registrati al catasto come abitazione.

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Se è vero che l’imposta sulla prima casa è stata abolita, è anche vero che bisogna ricordarsi di pagarla se si possiedono seconde case, quote di proprietà o terze case. L’imposta si applica anche su fabbricati non registrati al catasto come abitazione. Per determinare l’ammontare preciso da pagare bisogna conoscere il valore dell’aliquota Ici 2011 stabilita dal comune interessato. Il comune di riferimento è, chiaramente, quello in cui è situato l’immobile su cui dovrà essere applicata l’imposta.

Le aliquote fissate da tutti i comuni italiani sono disponibili presso il sito dell’Associazione Nazionale Comuni italiane, nel quale è altresì possibile avere notizia delle detrazioni Ici e delle aliquote che sono state applicate negli anni antecedenti. Infine, per quanto concerne le scadenze, l’Ici 2011 può essere pagata, come ogni anno, in due soluzioni: entro il 30 giugno la prima rata e il saldo attorno alla metà di dicembre.

Aliquote Ici Ancona

Per calcolare le aliquote ici ad Ancona troviamo questa tabella con l’evoluzione annua dell’imposta comunale sugli immobili. Fai clic sull’immagine per ingrandire.

ancona ici

Ici nardò

Ai sensi della delibera di Consiglio Comunale 32/2009 le aliquote ICI per l’anno 2009 saranno pari (come per lo scorso anno)

al 4,5 per mille per le abitazioni principali non esenti ed appartenenti alle categorie A1-A8 e A9 e relative pertinenze

al 5,5 per mille per tutte le altre categorie di fabbricati, per le aree edificabili e per i terreni.

La detrazione per le abitazioni principali appartenenti alla categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli) per l’anno 2009 è fissata in euro 103,29.

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Ici Teramo come pagare

Su apposito c/c postale intestato a SOGET  S.p.A. TERAMO-TE-ICI c/c n. 89059380 otramite Modello F24, utilizzando i seguenti codici tributo:

>   ABITAZIONE PRINCIPALE (solo per A1, A8 e A9) – cod. 3901

>   ALTRI FABBRICATI  – cod. 3904

>   AREE FABBRICABILI  – cod. 3903

IL CODICE ENTE del Comune di TERAMO è L103. I modelli di versamento F24 e le istruzioni per la compilazione sono disponibili presso gli Istituti di credito, gli uffici postali e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

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