Archivi del mese luglio, 2011

Riforma costituzionale 2011: Elezione del Presidente

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Un’importante modifica costituzionale riguarda anche i poteri del presidente della Repubblica.

Con la nuova natura federale del Senato, che prevede solo la Camera dei deputati che potrà votare una mozione di fiducia o non fiducia al Governo. Inoltre, può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto 40 anni, rispetto ai i 50 che al momento prevedono le norme costituzionali ancora in vigore.

Questo disegno di legge di riforma arriva dopo solo una settimana dall’ approvazione del parlamento di un piano di risanamento da 79.000 milioni di euro per il 2011-2014, il cui onere maggiore grava sulle famiglie e non tocca per niente gli interessi di coloro i quali costituiscono la casta politica italiana. Il fatto che questa austerità non prevede grossi tagli sulla spesa della classe politica ha scatenato un putiferio in Italia, dopo che un ex dipendente della Camera dei Deputati ha pubblicato su Internet i dettagli dei loro privilegi, e dei costi enormi che il paese deve sopportare a causa loro.

Ridurre il numero dei parlamentari

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La riforma portata avanti dal governo italiano, prevede una riduzione di 630-250 dei deputati della Camera dei Deputati e 315 a 250 al Senato, che è federale e si può votare su base regionale.

Inoltre, i parlamentari hanno il “dovere” di partecipare ai lavori del, le commissioni di assemblaggio e ricevono una retribuzione “come per la loro effettiva partecipazione al lavoro, secondo le norme dei loro regolamenti.”

Tra i punti del testo della revisione, vi è anche sono anche delle novità che riguardano le prerogative del capo del governo, una posizione che, se adottata, formalmente il nome di “Primo Ministro” invece del “presidente del Consiglio” corrente dei ministri e, secondo Berlusconi, “lo stesso potere dei suoi colleghi in Europa “.

Il disegno di legge di riforma in corso sostituisce anche la figura del sottosegretario delegato e vuole che il presidente della Camera dei Deputati (Bassa) svolga le funzioni di Presidente delle Repubblica quando questo non può esercitare, potere che finora è riconosciuto al presidente del Senato. Si prevede inoltre che il Presidente può sciogliere le Camere del Parlamento, su richiesta del capo del governo.

Considerando la riduzione del numero dei parlamentari

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Il piano di austerità la settimana scorsa è stato votato per far si che vi sia una riduzione del numero di auto ufficiali e jet privati e una riduzione delle pensioni dei parlamentari che siano superiori a 90.000 € annui lordi per, come il resto d’Italia. Il governo italiano, guidato Silvio Berlusconi, ha rilasciato oggi il primo “sì” a un disegno di legge di riforma costituzionale per ridurre il numero di deputati e senatori e fissa il loro compenso in base alla loro effettiva partecipazione ai lavori del Parlamento.

Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi, il terzo uomo più ricco del paese, che ha basato la sua carriera su un’immagine di anti-politica, ma non ha reagito alle critiche contro la ‘casta’. Tuttavia, all’interno della opposizione e nel mondo degli affari, gli inviti si moltiplicano perché si abbia una riduzione effettiva di privilegi. “E ‘inaccettabile che tutti devono fare sacrifici, tranne i politici,” ha denunciato il leader della CGIL Emma Marcegaglia.

Tagli agli enti locali e tasse per i depositi bancari

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Il nuovo piano che entrerà in vigore nel 2013 prevede l’inserimento di un programma di privatizzazione delle imprese statali e dei comuni. Si bloccano anche gli stipendi dei dipendenti pubblici e sono stati tagliati i finanziamenti agli enti locali. Infine, la manovra prevede anche il pagamento di una tassa sui depositi bancari: € 34 per depositi inferiori a 50.000 euro, 70 € per quelli inferiori a 150.000 euro e 1.100 euro per i conti con più di 500.000 euro. “L’enorme debito pubblico è il punto più vulnerabile l’economia italiana”, ha riconosciuto in un’intervista al quotidiano La Repubblica, il commissario europeo per gli Affari economici, Olli Rehn.

Manovra 2011, tagli alla sanità ed è polemica!

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Al fine di evitare un terzo collasso più grande dell’economia della zona euro, il governo di destra guidato da Silvio Berlusconi ha ridisegnato il piano di adeguamento, con misure più rigorose. Le stime dell’opposizione quotidiano Il Fatto Quotidiano sulla base di calcoli dei maggiori sindacati, Cgil, le misure richiedono pesanti sacrifici alle famiglie della classe media, sottraendo circa 1.200 all’anno. Tra le misure che hanno generato più indignazione sono i tagli al settore sanitario. “Questo piano è un gioco sporco, colpendo i più poveri”, ha protestato Antonio Martino, ex ministro della Difesa, ha dichiarato al quotidiano Il Corriere della Sera.

Per Emma Marcegaglia, presidente della confederazione degli industriali, Confindustria, le misure possono essere riassunti in un “aumento delle tasse” per i lavoratori senza toccare i molti privilegi della classe politica.

L’Italia stringe la cinghia per combattere crisi

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Il Parlamento italiano, ha adottato un piano di austerità definitivo, rinforzato con cui ha intenzione di eliminare il deficit nel 2014 e ponendo al riparo dalla crisi il debito, anche se severamente sono state punite le fasce più deboli, e pertanto è guerra aperto con le parti sociali più rappresentative del paese.

Il piano di adeguamento, che mira a salvare 48,000 miliardi di euro tra il 2011 e il 2014, è stato approvato dal Senato con una velocità tale che è stato definito come “miracolo” dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. L’Italia ha adottato tali misure per calmare le turbolenze dei mercati causati dal suo enorme debito pubblico di circa 1,9 miliardi di euro (circa il 120% del PIL) e quasi a zero la crescita economica.

Tremonti: “Neanche le economie più forti sono uscite indenni dalla crisi”!

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Malgrado la crisi economica, secondo gli esperti, l’Italia ha reagito bene, grazie ad una politica molto attenta da parte delle banche, ma anche al fatto che il paese ha risparmiato parecchie risorse, e che l’italia è riuscita a finanziare il proprio debito pubblico con la vendita di titoli di stato per un valore molto vicino ai cinquemila milioni di euro. Si tratta di obbligazioni di medio lungo termine che, secondo gli analisti, considerato il rendimento elevato offerto, potrebbe determinare una situazione che sia sul piano economico che finanziario può diventare alquanto insostenibile. In un discorso al Senato poco prima del voto, il ministro delle Finanze Giulio Tremonti ha detto che l’Europa aveva bisogno di una soluzione politica per affrontare la crisi del debito, perché nessun paese sarebbe libero di subire conseguenze disastrose. “Nessuno dovrebbe avere l’illusione di salvezza individuale. Come il Titanic, neanche i passeggeri di prima classe sono stati salvati “, ha detto in riferimento alle economie più forti d’Europa. L’opposizione in Italia ha votato contro il provvedimento, ma non hanno adottato una tattica di ostruzionismo intendendo dimostrare agli elettori di agire responsabilmente alla crisi.

Alcune considerazioni sulla crisi in Italia

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La manovra approvata in parlamento prevede che in quattro anni si riescano ad ottenere 48.000 milioni di euro e non 40,000 miliardi che erano state dichiarate nelle ultime 24 ore precedenti, con l’obiettivo di conseguire il pareggio del bilancio entro il 2014. Il piano è stato approvato in Senato con 161 voti a favore, 135 contrari e tre astensioni. Il provvedimento dopo essere passato alla Camera, è stato anche firmato dal presidente della Repubblica ed entrerà in vigore nel prossimo mese di agosto, almeno in parte.

L’Italia ha superato il peggio della crisi finanziaria grazie a uno stretto controllo sulla spesa pubblica e ad un sistema bancario conservatore e un alto livello di risparmio privato. Ma dal momento che la Grecia e l’Irlanda sono in difficoltà e hanno abbassato la nota di rating, i mercati sono stati innervositi da un livello di debito pubblico che è tra i più alti al mondo, che rappresenta il 120% del PIL.

La riscossione cambia con il Decreto Sviluppo 2011

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Riscossione: ipoteca solo con preavviso, doppio sollecito per piccoli importi

La legge di conversione del Decreto Sviluppo 2011 cambia le procedure della riscossione, introducendo novità a tutela dei contribuenti. In particolare, l’iscrizione di ipoteca dovrà essere preceduta dalla notifica di un’intimazione a pagare le somme dovute entro 30 giorni. Se l’importo a ruolo è in contestazione e se l’immobile da ipotecare è l’abitazione principale del debitore, la soglia oltre la quale è ammessa l’ipoteca sale a 20.000 euro. In tutti gli altri casi, resta la soglia di 8.000 euro. Scatta, invece, il divieto del ricorso alle ganasce fiscali, per importi fino a 2.000 euro, se prima non sono stati inviati due solleciti di pagamento a distanza di sei mesi.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Detrazione 36%: abolita la comunicazione preventiva al Centro operativo di Pescara

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Detrazione 36%: il Decreto Sviluppo ha soppresso gli obblighi dell’invio al Centro operativo di Pescara e dell’indicazione in fattura del costo della manodopera

Il D. L. n. 70/2011 (c.d. “Decreto Sviluppo”) stabilisce che i contribuenti che effettuano interventi finalizzati al recupero del patrimonio edilizio non dovranno più inviare al Centro operativo di Pescara la comunicazione preveniva di inizio lavori. Tuttavia, per fruire della detrazione del 36%, è obbligatorio indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile oggetto d’intervento e gli estremi di registrazione dell’atto che costituisce il titolo per la detenzione (es. contratto di locazione), nel caso in cui i lavori siano effettuati dal detentore (es. conduttore), anziché dal possessore. Viene prevista, inoltre, l’abolizione dell’obbligo di indicare distintamente, nelle fatture relative ai lavori agevolati, il costo della manodopera.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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