Archivi del mese gennaio, 2012

Gli elementi della PA italiana

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Anche in sede comunitaria vi è una analoga tendenza per cui la direttiva 25 giugno 1980, n. 723 definisce poteri pubblici lo Stato e gli altri enti territoriali, mentre le direttive 1992/n.50 e 1993/n.36, 37, 38, sugli appalti pubblici e forniture considerano amministrazioni aggiudicatici:

lo Stato, gli enti locali, gli organismi di diritto pubblico e associazioni, intendendo con ciò qualsiasi organismo istituito per soddisfare bisogni di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale dotato di personalità giuridica, la cui attività è finanziata dallo Stato, dagli enti locali, la cui gestione è soggetta al controllo di questi o il cui organo d’amministrazione o vigilanza è costituita da membri designati per più della metà da Stato, enti locali e altri organismi di diritto pubblico. settore pubblico investe quindi una nozione più vasta di quella di Stato e le norme di unificazione si riferiscono a tre degli elementi dell’amministrazione: personale, finanza e procedimenti e non alle funzioni e all’organizzazione. ‘Per i primi vi è un tendenziale principio di uniformità, per i secondi di difformità. Resta da vedere se le ragioni che hanno giustificato il nascere e lo sviluppo di un diritto amministrativo sono ancora presenti, se esse sono da ricercarsi in ragioni storiche o in concezioni ideologiche. Si sa che l’Italia è stata-caratterizzata, come gli altri paesi dell’Europa continentale e a differenza dell’Inghilterra, da tre elementi: un diritto amministrativo inteso come diritto speciale rispetto a quello privato; un giudice speciale per i rapporti’tra cittadino e pubblica amministrazione; sviluppo della legislazione amministrativa. 01-pubblica-amministrazioneSe si vuole individuare una concezione unitaria del diritto amministrativo si deve tener conto del fatto che in esso convivono due anime. La prima mossa dalla sfiducia nei pubblici poteri per cui il compito essenziale è quello del controllo. Secondo questa prospettiva, che si potrebbe definire liberale, il diritto amministrativo deve tutelare il cittadino dalla preponderanza del potere puntando l’accento sui controlli e sulla giustizia amministrativa. Dall’altro lato vi è la consapevolezza che la comunità civile ha bisogno delle pubbliche amministrazioni in quanto erogatrici di servizi e prestazioni, per cui il centro è nella legislazione e nell’efficienza della macchina amministrativa. Il sospetto di una componente autoritaria insita nel diritto amministrativo e la macchinosità della sua azione, ha accentuato la spinta negli ultimi anni. Il tema delle fonti, dei fatti normativi di produzione giuridica, pur avendo la sua sede naturale nel diritto costituzionale, riveste per alcuni profili particolare interesse nel diritto amministrativo. Vi sono in primo luogo alcune fonti tese a regolare prevalentemente situazioni e rapporti di diritto amministrativo, quali gli statuti degli enti pubblici, le leggi regionali, i regolamenti. In assenza di una norma costituzionale che indichi le fonti normative nel nostro ordinamento positivo, queste si ricavano dal coordinamento dell’art. 1 delle disposizioni preliminari al codice civile, con alcune norme della cost., ad es. l’art. 117 che attribuisce alle regioni la potestà legislativa; coi tratti istitutivi della Comunità europea, etc. L’esistenza di una pluralità ed eterogeneità (ielle fonti fa sì che queste debbano essere coordinate per stabilire il grado e la forza che le fonti assumono nei rapporti fra di loro.

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