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Aliquota Irap

L’importo da versare come aliquota Irap si ottiene applicando alla base imponibile, detta Valore della Produzione Netta, un’aliquota secondo quanto previsto dall’Art.16 del Decreto Legislativo 446 del 1997.

Questo articolo prevede al primo comma l’aliquota del 3,90%, al secondo l’aliquota differenziata dell’8,50% per le Amministrazioni pubbliche ed al terzo comma la possibilità di elevare o ridurre la prima aliquota fino ad un massimo dell’1%.

Negli ultimi anni sono state introdotte alcune forme di abbattimento della base imponibile per le micro imprese, per l’inserimento nel mercato del lavoro e per la ricerca sotto forma di deduzione.

Periodicamente il Ministero dell’Economia e delle finanze rende noto che sui portali istituzionali delle regioni vengono pubblicate le aliquote dell’Imposta Regionale sull’attività Produttive, un’imposta il cui gettito per una parte entra nelle casse dell’ente Regione. Di solito, il governo nazionale nel momento in cui vara la legge finanziari stabilisce l’entità dell’aliquota base che, di anno in anno ogni regione italiana si avvale della facoltà di aumentarla o di ridurla fino ad una massimo dell’1%, oppure può accadere che l’ente regione stabilisca un valore che si trova nell’ambito di un intervallo tra il 2,9% e il 4,9%.

irap
Come per qualsiasi imposta, anche per calcolare l’Irap si segue lo stesso criterio,infatti, una volta aver stabilità l’aliquota della regione di provenienza del soggetto produttivo.
La base imponibile si determina prendendo come riferimento il reddito generato dal contribuente che è anche il soggetto passivo del dato rapporto obbligatorio di natura tributaria,  al lordo dei costi del personale, degli oneri e dei redditi finanziarie. I soggetti passivi Irap, sono delle persone fisiche che svolgono un’attività commerciale o un lavoro autonomo (ciò non vale per tutti i contribuenti che aderiscono al regime dei contribuenti minimi), le società di capitale (società in accomandita semplice, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, società per azioni), ma anche le società di persone (come ad esempio la società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società ed enti di qualunque tipologia, enti commerciali, produttori agricoli, ma anche delle amministrazioni di enti di diritto pubblico). Si è parlato molto dell’Irap nel corso di questi anni e diversi governi che nel nostro paesi si sono susseguiti hanno promesso che prima o poi sarebbe stata eliminata dal nostro ordinamento tributario.

Il motivo? Semplice, in realtà si tratta di una forma di doppia imposizione del reddito prodotto dalle persone fisiche che già viene colpito dall’Irpef che, come sappiamo, è l’imposta che assicura il maggior gettito alle casse dello stato. A tal proposito, molti esperti e non ritengono che, l’imposta regionale sull’attività produttive sia contrastanti ai principi costituzionali cui si informa l’ordinamento tributario del nostro paese.
In momento di crisi economica in cui lo Stato ha bisogno di fare casse cercando di ottenere il massimo delle entrate che, per la maggior parte devono provenire proprio dal prelievo fiscale, difficilmente opterà per l’abolizione dell’ dell’Imposta Regionale sull’attività Produttive, anche se questa misura dall’altro lato costituirebbe una boccata di ossigeno per le piccole e medie imprese che potrebbero iniziare un nuovo percorso di crescita vera.

Irap

L’Imposta Regionale sulle Attività Produttive, nota come IRAP, è stata istituita con il decreto legislativo 15 dicembre 1997 n.446.

Colpisce il valore della produzione netta delle imprese ossia in termini generali il reddito prodotto al lordo dei costi per il personale e degli oneri e dei proventi di natura finanziaria.

È l’unica imposta a carico delle imprese che è proporzionale al fatturato e non applicata all’utile di esercizio. Il suo gettito finanzia circa il 40% della spesa sanitaria italiana.

Sono soggetti all’Irap:

  • Società per azioni, Società a responsabilità limitata, Società in accomandita per azioni
  • Enti che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di una attività commerciale
  • Amministrazioni pubbliche (Stato, Regioni, Province, Comuni, ecc.)
  • Enti non commerciali residenti
  • Società ed enti non residenti di qualsiasi tipo
  • Società in nome collettivo e Società in accomandita semplice
  • Persone fisiche esercenti attività commerciali o di lavoro autonomo ad esclusione dei soggetti rientranti nel regime dei minimi
  • Produttori agricoli (solo se non esonerati)

La base imponibile si determina in maniera differente a seconda che il soggetto passivo sia:

  • un’impresa commerciale;
  • un produttore agricolo;
  • un ente non commerciale o un ente pubblico;
  • una banca o un’assicurazione;

Se il contribuente esercita attività differenti, la base imponibile su cui si applica l’aliquota è costituita solamente dalla somma di quelle positive.

Ad esempio, se un contribuente ha una base imponibile di € 100.000 relativa a un’impresa commerciale ed è anche produttore agricolo con una base imponibile pari a -20.000 €, l’aliquota sarà applicata a una base imponibile di 100.000 €.

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