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Il ravvedimento operoso dopo la Manovra 2011

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Il ravvedimento operoso è un rimedio, che consente di regolarizzare la posizione del contribuente nel caso in cui abbia omesso oppure ritardato il pagamento dei tributi. La Manovra correttiva 2011, inoltre, ha introdotto delle novità che vanno a modificare l’art. 13, comma 1, del d.lgs. 471/1997, che prevede l’irrogazione della sanzione del 30% nei confronti dei contribuenti che non eseguono in tutto o in parte i versamenti. Se il contribuente vuole usufruire ravvedimento operoso e agisce entro 15 giorni dalla scadenza per esercitare tale diritto, questi usufruirà oltre della sanzione ridotta di 1/10 pure di quella di 1/15. In ogni modo, la normativa fiscale, nel caso in cui il contribuente dovesse dimenticare in tutto o in parte di pagare le imposte dinanzi a lui, si presentano diverse opzioni. Una è quella di ricorrere entro 14 giorni al ravvedimento sprint, e pagherà lo 0,2% per ogni giorno di ritardo. In alternativa, vi è il ravvedimento breve, pagando a partire dal quindicesimo giorno successivo a quello della scadenza e in più bisognerà pagare le sanzioni previste e altre imposte. Infine, scaduti 30 giorni dalla scadenza originaria, il contribuente sarà tenuto a corrispondere il pagamento delle imposte, degli interessi ed una sanzione pari al 3,75%.Riteniamo che questo strumento che dovrebbe avvicinare le distanze tra contribuenti e Fisco, può essere molto efficace e produrre gli stessi risultati di qualsiasi altra misura restrittiva e coercitiva che lo Stato dovrà usare da questo momento in poi per cercare di riassestare il proprio bilancio in rosso, in visto del raggiungimento del tanto sperato pareggio finanziario entro il 2014. Saremo curiosi di vedere in che modo lo stato riuscirà ad ottenere più risorse finanziari utili per le proprie casse.
Ciò che ci si augura, in ogni modo è che presto  si possano raggiungere l’obiettivo di pareggio di bilancio che, oramai da tempo, è stato dichiarato da parte dello stato italiano impegnandosi anche con organismi sovranazionali quali la Bce.

Il nuovo ravvedimento introdotto dalla Manovra 2011

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La Manovra correttiva 2011 introdotta con decreto legge 98/2011 convertito il L. 111/2011, si propone di semplificare la vita al contribuente anche nel caso in cui, questi, a causa di una svista non adempie alle proprie obbligazioni tributarie. In ogni modo, niente paura, il Fisco dà la possibilità di rimediare pagando una sanzione pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo e il pagamento dovrà essere effettuato entro 14 giorni dalla scadenza per facilitare e incentivare il contribuente a porre rimedio spontaneamente ai propri errori.

Questo rimedio, che si chiama ravvedimento operoso, consente di regolarizzare la posizione del contribuente nel caso in cui abbia omesso oppure ritardato il pagamento dei tributi. La Manovra correttiva 2011, inoltre, ha introdotto delle novità che vanno a modificare l’art. 13, comma 1, del d.lgs. 471/1997, che prevede l’irrogazione della sanzione del 30% nei confronti dei contribuenti che non eseguono in tutto o in parte i versamenti. Le previsioni normative che erano in vigore in precedenza fissavano una diminuzione della sanzione di 1/15 nel caso in cui i pagamenti fossero fatti con un ritardo non maggiore di due settimane anche se ciò non vale per tutti i ma versamenti.
Ciò che naturalmente  ci si augura è che questi nuovi strumenti possano sensibilizzare l’attenzione del contribuente il quale potrà adempiere alle proprie obbligazioni tributarie contratto con il Fisco con maggiore semplicità, cercando per quanto gli sarà possibile, di dialogare con la pubblica amministrazione finanziaria. Riteniamo che questo strumento che dovrebbe avvicinare le distanze tra contribuenti e Fisco, può essere molto efficace e produrre gli stessi risultati di qualsiasi altra misura restrittiva e coercitiva che lo Stato dovrà usare da questo momento in poi per cercare di riassestare il proprio bilancio in rosso, in visto del raggiungimento del tanto sperato pareggio finanziario entro il 2014.
Saremo curiosi di vedere in che modo lo stato riuscirà ad ottenere più risorse finanziari utili per le proprie casse.

Il ravvedimento operoso “parziale” si perfeziona pagando sanzioni e interessi rapportati al debito versato in ritardo

Euro

Con la Risoluzione n. 67/E del 23 giugno 2011, l’Agenzia delle Entrate chiarisce i dubbi interpretativi e le problematiche applicative relativi alla possibilità, per i contribuenti, di usufruire dei benefici del ravvedimento operoso. In particolare, la risoluzione distingue il “ravvedimento parziale” dalla “rateizzazione delle somme da ravvedimento”, chiarendo che il ravvedimento della violazione non si perfeziona con il versamento della prima rata di quanto “complessivamente” dovuto a titolo di imposta, interessi e sanzioni entro il termine previsto dalla norma. Di conseguenza, il contribuente non può beneficiare della riduzione complessiva delle sanzioni applicabili anche quando i versamenti delle rate successive siano eseguiti oltre tale termine. Per essere valido il “ravvedimento parziale”, è necessario che siano corrisposti interessi e sanzioni commisurati alla frazione di debito versato tardivamente, che non siano intervenuti controlli fiscali e non sia scaduto il termine previsto per il ravvedimento stesso.

Fonte: Fisco Oggi

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