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Codici ici

La riforma tributaria del 1971 ridusse fortemente l’autonomia tributaria degli enti locali e, in particolare, dei comuni. Fu in sostanza concentrata nello Stato la leva fiscale e gli enti locali (in specie, i comuni) furono finanziati, negli anni ’70, quasi totalmente con trasferimenti statali. In seguito, si è avuta un’inversione di tendenza, le cui tappe principali sono le seguenti. Nel 1992 è stata istituita l’imposta comunale sugli immobili (lei): la finanza locale è stata così dotata di un’imposta patrimoniale. Nel 1993 sono state revisionate l’imposta comunale sulla pubblicità (e i diritti sulle affissioni), la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche e la tassa per lo smaltimento dei riliuti solidi urbani. Il quadro delle entrate tributarie locali è oggi compósto, in sintesi, da due imposte (Irap e lei), e da una serie di tributi «commutativi», o entrate paraliscali (canoni, tariffe), che si collegano più o meno direttamente a servizi resi ai contribuenti dal comune o da altro ente locale. Negli anni ’90, è divenuta più forte la spinta verso una più accentuata autonomia impositiva degli enti locali, definita come federalismo fiscale. Nell’ambito di tale tendenza si pone il D. Igs. 15 dicembre 1997. n. 446. che ha introdotto nel nostro sistema fiscale l’imposta regionale sulle attività produttive (Irap). A ll ‘ Irap si aggiungono un’addizionale comunale e ici prima casa provinciale, mentre a favore delle Regioni è stata introdotta un’ addizionale all’ Irpef .

Il già citato D. Igs. 15 dicembre 1997, n. 446, ha ridisciplinato la potestà regolamentare dei comuni e delle province, prevedendo che tale potestà può avere per oggetto, in generale, le entrate tributarie. Data la riserva di legge ex art. 23 Cost., gli enti locali non possono però disporre in materia di fattispecie imponibili, soggetti passivi ed aliquota massima. I regolamenti sono approvati con deliberazione consiliare e sono comunicati al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che può impugnarli per vizi di legittimità dinanzi al giudice amministrativo.

I regolamenti locali, per quanto attiene all’accertamento e alla riscossione dei tributi, sono informati ai seguenti criteri:

a) l’accertamento dei tributi può essere effettuato anche nelle forme associate previste dalla legge 8 giugno 1990, n. 142 (mediante convenzioni, consorzi e unione di più comuni);

b) il servizio di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi locali può essere affidato a terzi, e cioè:

– ad aziende’speciali per la gestione di più servizi di rilevanza economica e imprenditoriale;

– a società con prevalente capitale pubblico;

– ai concessionari della riscossione;

La riscossione coattiva dei tributi locali è fatta con il sistema dei ruoli, già esaminato per i tributi statali, se affidata ai concessionari del servizio della riscossione; altrimenti è fatta in proprio dall’ente locale o da uno dei terzi sopra indicati, mediante ingiunzione. In caso di impugnazione dell’accertamento, è riscuotibile (per quasi tutti i tributi), una frazione dell’imposta accertata; per qualche tributo, è riscuotibile l’intera imposta accertata; dopo la sentenza di primo grado, si applicano le norme del D. Igs. 31 dicembre 1992. n. 546.

Calcolo Ici 2010. Che aliquote ci vogliono? Cagliari risponde

Schermata sito Comune di Cagliari: www.comune.cagliari.it/

Schermata sito Comune di Cagliari: www.comune.cagliari.it/

Il comune di Cagliari propone nel suo sito ufficiale il sistema per calcolare l’Ici in un modo semplice e veloce senza ricorrere ad aiuti esterni (ma pur sempre avendo a mano una buona calcolatrice). Una delle cose utili che abbiamo riscontrato in questo elenco da passi a seguire per calcolare l’Ici è per esempio che risponde alla seguente domanda. Se abbiamo soltanto le aliquote dell’Ici 2009 possiamo calcolare quello del 2010? Ebbene si, il nota bene sull’acconto e il saldo,  spiega che l’imposta deve essere calcolata in base alla detrazioni e aliquote aggiornate o in base a quelle dell’anno precedente. Per calcolare l’Ici dei fabbricati il sito catanese propone questi passaggi:

  • Si rivaluta del 5% la rendita catastale e si moltiplica la rendita catastale rivalutata per il coefficiente catastale, ottenendo così la base imponibile: Rendita rivalutata X Coefficiente = Base imponibile
  • Si moltiplica la base imponibile per l’aliquota stabilita dal Comune, ottenendo così l’imposta da versare per l’intero anno: Base imponibile X Aliquota = Imposta da versare per l’anno
  • Eventualmente si sottrae la detrazione o la maggiore detrazione per l’abitazione principale: Imposta – Detrazione = Imposta per l’abitazione principale
  • N.b.: l’imposta e’ annuale e prevede un acconto e un saldo.L’acconto deve essere versato entro il 16 giugno, nella misura del 50% dell’imposta, la quale può essere calcolata sulla base delle aliquote e delle detrazioni stabilite dal Comune per l’anno precedente.
  • Il saldo è da versare entro il 16 dicembre, ed è ottenuto calcolando l’imposta dovuta per l’intero anno sulla base delle aliquote e delle detrazioni stabilite dal Comune per l’anno in corso, sottraendo successivamente alla somma così ottenuta l’acconto già versato.
  • N.B.: Il versamento va effettuato con arrotondamento all’euro: per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi per eccesso se la frazione è superiore a 49 centesimi

Codici Ici

Per la corretta compilazione del modello F24, per quanto riguarda i contribuenti Ici, è indispensabile conoscere i codici. Ecco i codici Ici da usare nel modello F24, che ad ogni modo sono gli stessi per chi non usa il modello F24 ma altri sistemi per versare l’imposta dell’Ici:

Ici. Fonte: Fiscalweb.com

Imposta Comunale Immobili. Pick: Fiscalweb.com

3901 Abitazione principale

3900 Ulteriore detrazione Ici per abitazione principale a carico dello Stato

3902 Terreni agricoli

3903 Aree fabbricabili

3904 Altri fabbricati

3905 Credito Ici

3906 Interessi

3907 Sanzioni

Altri codici importanti per i contribuenti Ici riguardano quelli dei relativi comuni. Ecco i codici dei comuni per il pagamento dell’Ici e dell’oblazione per gli illeciti edilizi: http://www.amministrativo.it/ici/

Non gli riportiamo tutti perché la lista è molto lunga, ad ogni modo in quella pagina web trovate tutti i codici Ici, nonché il codice catastale del Comune e la Provincia. Se volete, gli stessi codici potete averli in un modo più ordinato in questo documento pdf, che inoltre potrete scaricare sul vostro pc e quindi potrete anche mandarlo in allegato via mail: http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/ebb19100f3ba003/codicicatastali_ICI_oblazione_20_04_2007.pdf

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Se cercate un codice in particolare potete farlo in questo data base: http://www1.agenziaentrate.it/documentazione/versamenti/codici/ricerca/rct1.php

Ad ogni modo gli altri codici Ici sono riportati nei vari modelli per il versamento dell’Imposta. Per ogni variazione si fa riferimento ai singoli Comuni e all’Agenzia delle Entrate.

Come abbiamo visto anche negli altro articoli, l’ICI è l’imposta comunale sugli immobili il cui gettito impingua le casse dei comuni che stabiliscono le modalità medianti le quali dovrà svolgersi il prelievo fiscale. Infatti, i comuni, mediante l’organo deliberativo che è il consiglio comunale, di anno in anno stabiliscono l’entità del tributo da pagare, fissando le aliquote, vale a dire la percentuale che dovrà essere applicata alla base imponibile ( in questo caso il valore catastale dell’immobile) che consentirà di fissare l’entità del tributo che i contribuenti residenti saranno tenuti a pagare.
Come abbiamo avuto modo di dire in altri interventi sempre su questo blog, risulterà importante comprendere in che modo gli enti comunali si muoveranno nel disciplinare tale tributo che colpisce coloro i quali sono titolari di immobili adibiti a uso abitativo e non ma che non costituiscano la loro prima casa. Per quella vi è l’esenzione fissata dalla legge finanziaria del 2008. In un momento di crisi economica come quello che stiamo attraversando, infatti, non sono stati pochi i tagli eseguiti dal governo ai comuni, e per tale ragione si prevede che, di anno in anno l’entità di tale tributo possa subire delle dimensioni sempre più crescenti alla stregua di altre imposte disciplinate da norme comunali.
Pertanto, non ci dobbiamo affatto meravigliare di pagare un’ICI oppure una TARSU oppure una TOSAP più alta rispetto all’anno precedente, è il minimo che ci possiamo aspettare e non so fino a che punto potrà colmare i dissesti dei bilanci di tutti quei comuni che non sono riusciti a rispettare il patto di stabilità con lo stato italiano, il quale dovrà poi intervenire per sanare il loro deficit. Il problema non è facile da risolvere, ma è chiaro che se i comuni devono continuare a funzionare e ad erogare servizi di pubblica utilità, le risorse da qualche parte devono pur arrivare.

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