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Agevolazione Prima Casa

Nel linguaggio tributario l’agevolazione prima casa è una riduzione di imposta che può essere richiesta da chi acquista, costruisce, riceve in donazione o eredita una abitazione con le sue eventuali pertinenze.

Nel linguaggio comune spesso si scambiano i termini prima casa con abitazione principale mentre essi si riferiscono a due concetti diversi.

Abitazione principale: è la casa in cui una persona ha la residenza e le agevolazioni legate all’abitazione principale sono principalmente gli sconti irpef, ICI, sulle bollette delle utenze domestiche, eccetera.

Prima casa: è semplicemente quella abitazione che ha goduto di una delle agevolazioni qui illustrate.

Questa imprecisione nasce dal fatto che per la maggior parte delle persone questi due concetti si riuniscono nell’unica e sola abitazione posseduta, mentre può benissimo essere che un soggetto ha la propria abitazione principale in una città e acquista la propria prima casa in un’altra, dove lavora ovvero dove entro 18 mesi dovrà però trasferire la propria residenza.

Fino al 1993 le leggi prevedevano che questa agevolazione si potesse richiedere una sola volta nella vita di una persona. Le leggi seguenti hanno abolito questo limite e attualmente se si desidera acquistare una nuova prima casa è necessario vendere o donare quella vecchia.

È quindi possibile acquistare una prima casa e poi venderla, acquistare un’altra prima casa, venderla e così via, purché si abbiano i requisiti richiesti dalla legge al momento del rogito notarile.

Per evitare abusi e sperequazioni l’ultimo capoverso della legge dispone l’obbligo del riacquisto entro l’anno dalla vendita infraquinquennale e soprattutto l’obbligo inderogabile di trasferire la residenza nell’abitazione oggetto del riacquisto.

Esenzioni ICI

Ai sensi dell’art. 7 del decreto legislativo 504 del 1992, esistono delle condizioni che esentano dal pagamento dell’ICI per il periodo dell’anno durante il quale sussistono le relative condizioni.

Ecco le tipologie di fabbricati esenti dall’imposta:

a) gli immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni, dalle province e dai comuni (per questi ultimi l’imposta non si applica esclusivamente per gli immobili di cui il comune è proprietario quando la loro superficie insiste interamente o prevalentemente sul suo territorio), dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dalle unità sanitarie locali, dalle istituzioni sanitarie pubbliche autonome (l’esenzione spetta anche agli istituti e agli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti i cui immobili siano destinati ad attività ospedaliere che, pur non appartenendo alle unità sanitarie locali, concorrono, in ragione del rapporto di convenzione, a realizzare il sistema sanitario nazionale), dalle camere di commercio, destinati esclusivamente a compiti istituzionali.

b) i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9.

c) i fabbricati destinati ad usi culturali, cioè destinati a sedi aperte al pubblico di musei, pinacoteche, biblioteche, archivi, cineteche ed emeroteche quando al possessore non derivi alcun reddito dall’utilizzazione dell’immobile (risoluzione ministeriale 8 ottobre 1992, protocollo 9/849). L’esenzione spetta anche ai terreni, ai parchi e ai giardini che siano aperti al pubblico o la cui conservazione sia riconosciuta di pubblico interesse.

d) i fabbricati e loro pertinenze (anche se di proprietà di terzi ma dati in comodato al parroco), destinati esclusivamente all’esercizio del culto purché compatibile con gli artt. 8 e 19 della Costituzione. Esempi di pertinenze sono l’oratorio, l’abitazione del parroco (si vedano risoluzione ministeriale 12 dicembre 1992, protocollo 9/1178; Commisione tributaria provinciale di Milano, sezione XXXVI, sentenza n. 321/26/00 del 12 dicembre 2000) e il cinema parrocchiale non utilizzato come attività commerciale.

e) i fabbricati di proprietà della Santa sede indicati negli artt. da 13 a 16 del trattato lateranense, sottoscritto l’11 febbraio 1929 e reso esecutivo con legge 27 maggio 1929, n. 810.

f) i fabbricati appartenenti agli stati esteri ed alle organizzazioni internazionali per i quali era prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati (Ilor), a seguito di accordi internazionali resi esecutivi in Italia.

g) i fabbricati che, dichiarati inagibili o inabitabili, sono stati recuperati al fine di essere destinati alle attività assistenziali, di integrazione sociale delle persone handicappate (legge 5 febbraio 1992, n. 104 e successive modificazioni), limitatamente al periodo in cui sono adibiti direttamente allo svolgimento delle attività predette.

h) i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art. 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984 (Coordinamento degli interventi pubblici nei settori della zootecnia, della produzione ortoflorofrutticola, della forestazione, dell’irrigazione, delle grandi colture mediterranee, della vitivinicoltura e della utilizzazione e valorizzazione dei terreni collinari e montani) e il cui elenco è contenuto nella circolare ministeriale 14 giugno 1993, n. 9/249.

i) gli immobili utilizzati da enti pubblici e privati, diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche (risoluzione ministeriale n. 66/E del 23 maggio 2000), ricettive, culturali, ricreative, sportive ed attività dirette all’esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi e all’educazione cristiana.

Ici Bologna 2010: esenzioni Ici 2009

Bologna: www.miabologna.com

Bologna: www.miabologna.com

Esenzioni ICI comune Bologna. Vedi anche le aliquote Ici del Comune di Bologna.

  • Alle unità immobiliari, appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari;
  • Agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi case popolari;
  • Al soggetto passivo di imposta non assegnatario della casa coniugale a seguito di separazione o divorzio, a condizione che questi non sia titolare del diritto di proprietà o di un altro diritto reale su un immobile destinato a sua abitazione situato nello stesso comune in cui è ubicata l’ex casa coniugale;
  • All’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari, a seguito di ricovero permanente, a condizione che l’unità immobiliare stessa non risulti locata;
  • All’unità immobiliare concessa in uso gratuito ai parenti di primo grado in linea retta che le utilizzino come abitazione principale, con residenza anagrafica;
  • L’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o usufrutto, in Italia da cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, a condizione che la stessa non risulti locata.

Per gli immobili di categoria catastale A1, A8 e A9, l’importo della detrazione per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo di imposta è fissata per l’anno 2010 in 103,29 euro.

Esenzioni Ici Milano

La galleria dall'altra parte. Foto: www.nosoloviajeros.com

La galleria dall'altra parte. Foto: www.nosoloviajeros.com

L’esenzione si applica, per le stesse categorie, anche ai casi assimilati all’abitazione principale:

• unità immobiliare non locata posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili, che acquisiscano la residenza in istituti di ricovero o sanitari, a seguito di ricovero permanente;
• unità immobiliare adibita ad abitazione concessa in uso gratuito a parenti entro il 2° grado, che la utilizzino come abitazione principale e che abbiano ivi la residenza anagrafica;
• unità immobiliare posseduta dal coniuge separato che non risulti assegnatario della casa coniugale, a condizione che non sia titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione situato nello stesso Comune ove è ubicata la casa coniugale;
• unità immobiliare utilizzata come abitazione principale dai soci delle cooperative edilizie a proprietà indivisa.

Ici Roma Esenzioni 2010

Dentro la serie di post dedicati all’Ici 2010 Roma scriviamo oggi le esenzioni Ici per il comune di Roma che trovale elencate qui sotto.

Ici altrove

a) gli immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni, dalle province, nonché dai comuni, se diversi da quelli indicati nell’ultimo periodo del comma 1, dell’art. 4 del D. Lgs. n. 504 del 1992, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dalle unità sanitarie locali, dalle istituzioni sanitarie pubbliche autonome di cui all’art. 41 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dalle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali. Detta esenzione si deve intendere applicabile anche ai consorzi tra enti territoriali ed altri enti che siano individualmente esenti ai sensi di questa stessa disposizione;

b) i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;

c) i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’art. 5-bisdel D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601 e successive modificazioni;

d) i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli artt. 8 e 19 della Costituzione e le loro pertinenze;

e) i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli artt. 13, 14, 15 e 16 del Trattato Lateranense, sottoscritto l’11 febbraio 1929 e reso esecutivo con legge 27 maggio 1929, n. 810;

f) i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;

g) i fabbricati che, dichiarati inagibili o inabitabili, sono stati recuperati al fine di essere destinati alle attività assistenziali di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, limitatamente al periodo in cui sono adibiti direttamente allo svolgimento delle attività predette;

h) i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art. 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984. Per informazioni particolari riguardanti l’esenzione dei terreni agricoli, si veda la successiva voce “Casi di esenzione e di esclusione dei terreni agricoli”;

i) gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’art. 73, comma 1, lettera c),del TUIR, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’art. 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222. Con riferimento a questo ultimo caso, si precisa che l’art. 39 del D.L. n. 223 del 2006, sostituendo l’art. 7, comma 2-bisdel D.L. 30 settembre 2005, n. 203, convertito dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, ha stabilito che “L’esenzione disposta dall’articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, si intende applicabile alle attività indicate nella medesima lettera che non abbiano esclusivamente natura commerciale”. Con la circolare n. 2/DF del 26 gennaio 2009 sono stati forniti importanti chiarimenti ai fini dell’applicazione dell’esenzione in esame.

  • Occorre, inoltre, precisare che, con le ordinanze n. 429 del 19 dicembre 2006 e n. 19 del 26 gennaio 2007, la Corte Costituzionale, nel dichiarare manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 59, comma 1, lettera c), del D. Lgs. n. 446 del 1997, ha affermato che detta norma non innova la disciplina dei requisiti soggettivi dell’esenzione di cui all’art. 7, comma 1, lettera i)del D. Lgs. n. 504 del 1992, in quanto l’esenzione deve essere riconosciuta solo all’ente non commerciale che, oltre a possedere l’immobile, lo utilizza direttamente per lo svolgimento delle attività ivi elencate. I comuni, sulla base dell’art. 59, comma 1, lettera c)del D. Lgs. n. 446 del 1997, possono, quindi, stabilire unicamente che l’esenzione in questione “si applica soltanto ai fabbricati”, escludendo dall’agevolazione le aree fabbricabili ed i terreni agricoli.

Esenzioni Ici Udine

Il  Decreto Legge n. 93/2008, convertito  nell’art. 1, comma 1 della Legge n. 126 del 24.07.2008,  dispone che a decorrere dall’anno di imposta 2008 è esclusa dall’ICI l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo. Per tale si intende l’abitazione dove il soggetto passivo risiede anagraficamente (salvo prova contraria). L’esclusione dall’ICI deve intendersi estesa anche alle  pertinenze, in quanto soggette allo stesso regime giuridico dell’abitazione principale, in base agli articoli 817 e seguenti del Codice Civile. Le pertinenze devono essere individuate sulla base della definizione che ne viene data dall’art. 16 del  Regolamento Comunale per l’applicazione dell’ICI .

Udine nel medioevo. Immagine: Commons Wikimedia

Udine nel medioevo. Immagine: Commons Wikimedia

Non sono oggetto di esclusione dall’ICI  le abitazioni principali appartenenti alle categorie catastale A/1, A/8 e A/9 e le relative pertinenze per le quali deve essere corrisposta l’imposta, applicando, l’aliquota e la detrazione di € 103,29 come nel passato.
Sono inoltre da ricomprendere nell’esclusione dall’imposta  le abitazioni considerate principali per legge  dal D.L.vo 504/92 e quelle assimilate dal Comune di Udine ossia:

  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari;
  • gli alloggi regolarmente assegnati dall’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale della Provincia di Udine (ex I.A.C.P.),
  • l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di diritto reale di godimento, da soggetti anziani o disabili  che hanno acquisito  la residenza anagrafica presso istituti di cura o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizioni che la stessa non risulti locata o concessa in comodato gratuito ad altre persone.

N.B: In caso di separazione fra coniugi, convenzionale o per sentenza, secondo la Legge 24/12/2007 n. 244 e del successivo Decreto Legge n. 93/2008, dal 1°gennaio 2008 i soggetti separati legalmente, non assegnatari della casa coniugale di cui sono proprietari per intero o per quota sono esclusi dall’imposta comunale. Questo particolare regime si applica se il soggetto passivo (coniuge non assegnatario)  non sia titolare del diritto di proprietà o altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione principale situato nello stesso comune ove è ubicata la casa coniugale. Inoltre non deve trattarsi di immobili ad uso abitativo classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

L’esclusione di cui ai precedenti punti deve essere applicata proporzionalmente alla quota di possesso ed ai mesi dell’anno durante il quale sussistono le suddette condizioni (in dodicesimi); a tal fine il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni è computato per intero.

continua a leggere nel sito del Comune di Udine

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