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Espropriazioni Ici

L’art. 16, comma 1, del D.Lgs. n. 504/92 stabilisce che, in caso di espropriazione di “area fabbricabile, l’indennità è ridotta ad un importo pari al valore indicato nell’ultima dichiarazione Ici presentata dall’espropriato, qualora detto valore risulti inferiore all’indennità di espropriazione determinata secondo le vigenti disposizioni.

La norma riguarda, quindi, solo le “aree fabbricabili” e non qualsiasi tipo di immobile assoggettabile ad esproprio. Sono pertanto da ritenersi esclusi sia i “terreni agricoli” sia quelle aree non comprese nel campo di applicazione dell’ Ici (i cosiddetti “orticelli”, i “terreni incolti” sui quali non vengono esercitate attività agricole, i terreni pertinenziali dei fabbricati). Nel caso, quindi, dell’espropriazione di un terreno agricolo o di un’area non soggetta all’Ici, il calcolo dell’indennità deve necessariamente prescindere da raffronti con il tributo comunale.

Il comma 2 del medesimo art. 16 si riferisce, invece, alle espropriazioni per pubblica utilità relative a qualsiasi tipologia di immobili. Esso prevede che, in caso di espropriazione, l’indennità deve essere maggiorata di un importo pari alla differenza tra l’imposta versata dall’espropriato o dal suo dante causa negli ultimi 5 anni e l’imposta che doveva essere versata sulla base dell’indennità di espropriazione.

Nei comuni che ai sensi dell’art. 59, comma 1, lettera l), numero 1, del D.lgs. n. 446/97 hanno adottato, nel proprio regolamento, l’obbligo della comunicazione in sostituzione dell’obbligo di presentazione della dichiarazione o denuncia, l’omissione della comunicazione concretizza, secondo l’interpretazione ministeriale, un’infrazione puramente formale non più sanzionabile.

Pertanto, relativamente agli anni di vigenza della norma regolamentare, non opera la disposizione prevista dal comma 1 dell’art. 16 in commento (art. 59, comma 2, del D.Lgs. n. 446/97). Nel futuro, quindi, non dovrebbe più trovare applicazione la riduzione dell’indennità di espropriazione, essendo stato eliminato l’obbligo di presentazione della dichiarazione o denuncia ICI.

Esenzioni ICI

Ai sensi dell’art. 7 del decreto legislativo 504 del 1992, esistono delle condizioni che esentano dal pagamento dell’ICI per il periodo dell’anno durante il quale sussistono le relative condizioni.

Ecco le tipologie di fabbricati esenti dall’imposta:

a) gli immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni, dalle province e dai comuni (per questi ultimi l’imposta non si applica esclusivamente per gli immobili di cui il comune è proprietario quando la loro superficie insiste interamente o prevalentemente sul suo territorio), dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dalle unità sanitarie locali, dalle istituzioni sanitarie pubbliche autonome (l’esenzione spetta anche agli istituti e agli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti i cui immobili siano destinati ad attività ospedaliere che, pur non appartenendo alle unità sanitarie locali, concorrono, in ragione del rapporto di convenzione, a realizzare il sistema sanitario nazionale), dalle camere di commercio, destinati esclusivamente a compiti istituzionali.

b) i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9.

c) i fabbricati destinati ad usi culturali, cioè destinati a sedi aperte al pubblico di musei, pinacoteche, biblioteche, archivi, cineteche ed emeroteche quando al possessore non derivi alcun reddito dall’utilizzazione dell’immobile (risoluzione ministeriale 8 ottobre 1992, protocollo 9/849). L’esenzione spetta anche ai terreni, ai parchi e ai giardini che siano aperti al pubblico o la cui conservazione sia riconosciuta di pubblico interesse.

d) i fabbricati e loro pertinenze (anche se di proprietà di terzi ma dati in comodato al parroco), destinati esclusivamente all’esercizio del culto purché compatibile con gli artt. 8 e 19 della Costituzione. Esempi di pertinenze sono l’oratorio, l’abitazione del parroco (si vedano risoluzione ministeriale 12 dicembre 1992, protocollo 9/1178; Commisione tributaria provinciale di Milano, sezione XXXVI, sentenza n. 321/26/00 del 12 dicembre 2000) e il cinema parrocchiale non utilizzato come attività commerciale.

e) i fabbricati di proprietà della Santa sede indicati negli artt. da 13 a 16 del trattato lateranense, sottoscritto l’11 febbraio 1929 e reso esecutivo con legge 27 maggio 1929, n. 810.

f) i fabbricati appartenenti agli stati esteri ed alle organizzazioni internazionali per i quali era prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati (Ilor), a seguito di accordi internazionali resi esecutivi in Italia.

g) i fabbricati che, dichiarati inagibili o inabitabili, sono stati recuperati al fine di essere destinati alle attività assistenziali, di integrazione sociale delle persone handicappate (legge 5 febbraio 1992, n. 104 e successive modificazioni), limitatamente al periodo in cui sono adibiti direttamente allo svolgimento delle attività predette.

h) i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art. 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984 (Coordinamento degli interventi pubblici nei settori della zootecnia, della produzione ortoflorofrutticola, della forestazione, dell’irrigazione, delle grandi colture mediterranee, della vitivinicoltura e della utilizzazione e valorizzazione dei terreni collinari e montani) e il cui elenco è contenuto nella circolare ministeriale 14 giugno 1993, n. 9/249.

i) gli immobili utilizzati da enti pubblici e privati, diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche (risoluzione ministeriale n. 66/E del 23 maggio 2000), ricettive, culturali, ricreative, sportive ed attività dirette all’esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi e all’educazione cristiana.

Ici Roma calcolo

Come si sa, ogni Comune applica aliquote diverse all’Ici, così come regole diverse. Quello che è uguale per tutti sono le date di scadenza, 16 giugno (prima rata o unica soluzione) e 16 dicembre (saldo).

In questo articolo vogliamo parlare del Ici Roma calcolo e prima di tutto vogliamo dirvi il numero di conto corrente dove effettuare il pagamento; esso corrisponde al numero 63139612 e va intestato a : Comune di Roma – Servizio ICI.

Dai a Cesare... Pick: www.bbc.co.uk

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Dichiarazione Ici

Dal 2008, grazie al fatto che ormai i Comuni hanno libero accesso ai dati catastali, la dichiarazione Ici non è più obbligatoria, fermo restando alcuni casi particolari:

  • Quando il Comune stesso non può accedere alla banca dati catastale per attingere alle informazioni necessarie atte alla determinazione dell’Ici.
  • In presenza di modificazioni soggettive ed oggettive comportanti una riduzione dell’imposta comunale sugli immobili.

Se in presenza dell’obbligo di presentare la dichiarazione Ici, ricordiamo che dev’essere fatto nell’anno successivo a quello in cui si sono verificate le modificazioni di cui sopra.

La temuta dichiarazione. Fonte: www.gbsoftware.it

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Scadenza Ici

Ne abbiamo già parlato diverse volte, la scadenza dell’Ici è ormai costituita da due date precise, il 16 giugno e il 16 dicembre.

Innanzitutto una persona dovrà decidere se pagare in una unica soluzione o in due volte. Chi decide di pagare in un’unica soluzione dovrà farlo entro e non oltre il 16 giugno. Chi invece opta per pagare in due comode rate dovrà versare la prima rata (del 50% dell’importo totale) sempre entro il 16 giugno, mentre potrà versare il saldo dal 1 al 16 di dicembre.

The end of the line. Fonte: environmentdebate.co.uk

The end of the line. Foto: environmentdebate.co.uk

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Codici Ici

Per la corretta compilazione del modello F24, per quanto riguarda i contribuenti Ici, è indispensabile conoscere i codici. Ecco i codici Ici da usare nel modello F24, che ad ogni modo sono gli stessi per chi non usa il modello F24 ma altri sistemi per versare l’imposta dell’Ici:

Ici. Fonte: Fiscalweb.com

Imposta Comunale Immobili. Pick: Fiscalweb.com

3901 Abitazione principale

3900 Ulteriore detrazione Ici per abitazione principale a carico dello Stato

3902 Terreni agricoli

3903 Aree fabbricabili

3904 Altri fabbricati

3905 Credito Ici

3906 Interessi

3907 Sanzioni

Altri codici importanti per i contribuenti Ici riguardano quelli dei relativi comuni. Ecco i codici dei comuni per il pagamento dell’Ici e dell’oblazione per gli illeciti edilizi: http://www.amministrativo.it/ici/

Non gli riportiamo tutti perché la lista è molto lunga, ad ogni modo in quella pagina web trovate tutti i codici Ici, nonché il codice catastale del Comune e la Provincia. Se volete, gli stessi codici potete averli in un modo più ordinato in questo documento pdf, che inoltre potrete scaricare sul vostro pc e quindi potrete anche mandarlo in allegato via mail: http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/ebb19100f3ba003/codicicatastali_ICI_oblazione_20_04_2007.pdf

ici-2

Se cercate un codice in particolare potete farlo in questo data base: http://www1.agenziaentrate.it/documentazione/versamenti/codici/ricerca/rct1.php

Ad ogni modo gli altri codici Ici sono riportati nei vari modelli per il versamento dell’Imposta. Per ogni variazione si fa riferimento ai singoli Comuni e all’Agenzia delle Entrate.

Come abbiamo visto anche negli altro articoli, l’ICI è l’imposta comunale sugli immobili il cui gettito impingua le casse dei comuni che stabiliscono le modalità medianti le quali dovrà svolgersi il prelievo fiscale. Infatti, i comuni, mediante l’organo deliberativo che è il consiglio comunale, di anno in anno stabiliscono l’entità del tributo da pagare, fissando le aliquote, vale a dire la percentuale che dovrà essere applicata alla base imponibile ( in questo caso il valore catastale dell’immobile) che consentirà di fissare l’entità del tributo che i contribuenti residenti saranno tenuti a pagare.
Come abbiamo avuto modo di dire in altri interventi sempre su questo blog, risulterà importante comprendere in che modo gli enti comunali si muoveranno nel disciplinare tale tributo che colpisce coloro i quali sono titolari di immobili adibiti a uso abitativo e non ma che non costituiscano la loro prima casa. Per quella vi è l’esenzione fissata dalla legge finanziaria del 2008. In un momento di crisi economica come quello che stiamo attraversando, infatti, non sono stati pochi i tagli eseguiti dal governo ai comuni, e per tale ragione si prevede che, di anno in anno l’entità di tale tributo possa subire delle dimensioni sempre più crescenti alla stregua di altre imposte disciplinate da norme comunali.
Pertanto, non ci dobbiamo affatto meravigliare di pagare un’ICI oppure una TARSU oppure una TOSAP più alta rispetto all’anno precedente, è il minimo che ci possiamo aspettare e non so fino a che punto potrà colmare i dissesti dei bilanci di tutti quei comuni che non sono riusciti a rispettare il patto di stabilità con lo stato italiano, il quale dovrà poi intervenire per sanare il loro deficit. Il problema non è facile da risolvere, ma è chiaro che se i comuni devono continuare a funzionare e ad erogare servizi di pubblica utilità, le risorse da qualche parte devono pur arrivare.

Ici comune Trieste

Ricordando che il Decreto Legge n. 93 del 27.5.2008 convertito in Legge n. 126 il 24.7.2008 ha abolito l’ICI per la prima casa, tranne alcune eccezioni di cui abbiamo già parlato nei precedenti articoli, in questo spazio parleremo dell’Ici Comune Trieste.

Nel sito web del comune di Trieste, http://tributionline.insiel.it/informa/menu.asp?num=4, troviamo tutte le indicazioni utili riguardo all’Imposta comunale, come ad esempio, chi deve pagare, variazioni, calcolo, detrazioni, modalità di versamento, ecc.

Il sottomarino "trieste". Foto: www.hnsa.org

Il sottomarino "trieste". Foto: www.hnsa.org

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Come pagare l’Ici a Milano?

Attraverso il sito web del Comune di Milano è possibile apprendere molte notizie riguardanti l’Ici, la tassa comunale sui immobili.

Una di queste notizie riguarda i soggetti tenuti a pagare l’Ici Comune Milano e ovvero: i proprietari di fabbricati, aree fabbricabili o terreni agricoli siti nel territorio del Comune di Milano. I titolari del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli immobili stessi. Il locatario nei contratti di leasing e il concessionario nel caso di concessione su area demaniale.

Milano dall'alto. Foto: MARCO BIANCHI

Milano dall'alto. Foto: MARCO BIANCHI

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Calcolo aliquote Ici

Per poter effettuare il calcolo aliquote Ici, prima di tutto dobbiamo conoscere la rendita catastale; questo dato è reperibile grazie alla richiesta di una visura catastale presso gli uffici dell’Agenzia del Territorio, ma anche online o nei uffici postali. Se non si conosce la rendita catastale di un fabbricato si può fare riferimento alla categoria, ovvero alla rendita catastale di fabbricati simili.

Ecco come effettuare il calcolo dell’Imposta comunale.

Calcolafelice. Pick: www.crsd.org

Calcolafelice. Pick: www.crsd.org

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