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L’istituto del ravvedimento in materia di ICI

All’istituto del ravvedimento operoso disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs. n. 472 del 18 dicembre 1997, e novellato dall’art. 7 del D.Lgs. n. 32 del 26 gennaio 2001, e dall’art. 16, comma 5, del decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008 (convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2), nonché dall’art. 1, comma 20, della legge 13 dicembre 2010 n. 220, si può fare ricorso anche nel caso in cui bisogna intervenire per regolarizzare la propria posizione per quanto concerne il pagamento dell’ imposta comune sugli immobili.

A tale istituto giuridico si può fare ricorso solo se non è avvenuta già una contestazione da parte del fisco e ci siano in corso delle operazioni di accertamento che si basano su controlli specifici anche nei locali su cui i contribuenti inadempienti esercitano la titolarità del diritto di proprietà e per i quali avrebbero dovuto versare l’imposta comunale sugli immobili.

20091020aIn caso di ravvedimento, la sanzione amministrativa “ordinaria” è ridotta e varia secondo il ritardo con cui si esegue il pagamento. Ecco le percentuali con cui si indica la sanzione da pagare:

– il 10% del minimo nei casi di omesso versamento del tributo o di un acconto, se esso è fatto nel termine di un mese dalla data della sua commissione;

– il 6,25% del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni ha luogo entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale ha avuto luogo da pare dei contribuente la violazione.

– il 10% del minimo di quella prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione di ICI, se questa è presentata con ritardo non maggiore di tre mesi .

Il comune, nell’ esercizio della sua potestà regolamentare, può stabilire altre ipotesi di ravvedimento, come previsto dall’ art. 50 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 .

I Poteri dei Comuni

La cosiddetta potestà regolamentare è disciplinata dall’art. 52 del D.Lgs. 446/1997, che ha delineato i confini entro i quali le province e i comuni possono deliberare con specifici regolamenti i propri tributi, ed è alla base del cosiddetto federalismo fiscale.

Il comune controlla:

Il comune emette l’avviso di liquidazione con:

  • l’indicazione dei criteri adottati;
  • dell’imposta dovuta e delle sanzioni e degli interessi dovuti.

L’avviso di liquidazione deve essere notificato entro il termine di decadenza del 31/12 del secondo anno successivo a quella chi è stata presentata la dichiarazione.

Il comune provvede alla rettifica della dichiarazione nel caso di:

  • infedeltà;
  • incompletezza o inesattezza;
  • procede all’accertamento d’ufficio in caso di omessa presentazione.

Il comune emette l’avviso di accertamento motivato con la liquidazione dell’imposta dovuta e le relative sanzioni ed interessi. L’avviso deve essere notificato a mezzo posta mediante raccomandata con avviso di ricevimento, al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31/12 del terzo anno successivo alla presentazione della dichiarazione.

Ravvedimento operoso Ici 2011

Dal 1° febbraio 2011 è cambiata l’entità delle sanzioni previste in caso di ravvedimento operoso. La Legge di stabilità 2011 (in precedenza definita Legge Finanziaria), cioè la Legge n. 220 del 13 dicembre 2010 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2010), al comma 20 modifica il decreto legislativo n. 472 del 18 dicembre 1997 per quanto riguarda la misura delle sanzioni, con decorrenza 1° febbraio 2011.

Pertanto, risulta cambiato l’ammontare delle sanzioni previsto dall’art. 16, comma 5, del decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008 (cosiddetto “Decreto anti-crisi”), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 2 del 28 gennaio 2009.

Queste sono le riduzioni previste per le sanzioni applicabili in caso di ravvedimento operoso, dal 1° febbraio 2011:

  • da 1/12 a 1/10 del minimo la misura della sanzione applicabile in caso di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di 30 giorni dalla data della sua commissione;
  • da 1/10 a 1/8 la sanzione prevista per la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, se essa avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione, entro un anno dall’omissione o dall’errore;
  • da 1/12 a 1/10 del minimo la sanzione prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a 90 giorni.

Il Ravvedimento operoso, regolato dall’art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, è un istituto giuridico indirizzato al ripristino della legalità violata in campo amministrativo tributario da parte del contribuente che ha la possibilità di rimediare la sua posizione di difetto nei confronti del fisco.

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Mediante lo strumento del ravvedimento il contribuente può naturalmente disciplinare errori o illeciti fiscali, versando entro il termine prescritto, il tributo non pagato, una sanzione fissata in misura diminuita e gli interessi, che vengono computati  giorno per giorno sul tributo non versato al tasso legale, che a partire dal 1° gennaio 2011 all’1,5% in ragione d’anno. L’ammontare della sanzione cambia secondo la tempestività mediante la quale il contribuente ricorre a tale rimedio ma anche secondo la natura della violazione che è stata commessa. Bisogna anche dire che vi è una tipologia di ravvedimento breve che prevede che se il contribuente esegue il versamento con un ritardo non maggiore dei 30 giorni, questi, sarà tenuto a pagare una sanzione del2,5% dell’importo dell’imposta che forma oggetto del ravvedimento, oltre agli interessi computati che fanno riferimento al tasso legale che è in vigore. Per le infrazioni compiute dopo il 1° febbraio 2011, la Legge Finanziaria per il 2011 ha fissato che la sanzione vada su di 1/10 del minimo (ossia al 3%).Oltre ad un ravvedimento breve, vi è anche un ravvedimento lungo. I versamenti eseguiti con ritardo maggiore di trenta giorni, ma in ogni modo entro i termini di presentazione della dichiarazione che riguarda il periodo nel quale ha avuto luogo l’infrazione commessa da parte del contribuente inadempiente.
Per le infrazioni compiute dopo il 1° febbraio 2011, la Legge Finanziaria per il 2011 ha fissato che la sanzione vada su di 1/8 del minimo (vale a dire al 3,75%).

Ravvedimento Ici

Quando parliamo di ravvedimento ici quello che comunemente intendiamo è il ravvedimento operoso sull’imposta comunale sull’immobile. Si tratta di un “ripristino della legalità violata” cioè un sottospecie di multa per la mancata diligenza dei nostri doveri verso lo Stato. Come pagare l’Ici, per esempio. Se non lo facciamo o non lo abbiamo fatto nel periodo corrispondente
possiamo ravvederci e regolarizzare gli errori o illeciti fiscali, versando -sempre entro il termine prescritto- l’importo del tributo che non abbiamo pagato. Purtroppo per noi dovuto al ritardo nel compiere con l’obbligazione dell’imposta ci sono da pagare anche gli interessi al tasso legale. Se l’infrazione è stata commessa dopo gennaio 2008 e prima di dicembre 2009 il tasso è del 3%. Se invece dobbiamo ravvederci dopo il 2010 il tasso è dell1%. Non finisce qui, c’è anche la sanzione certo. Ma in questo caso è ridotta perché da bravi cittadini ci siamo ravveduti è abbiamo dato a Cesare quel che è di Cesare.

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Il Ravvedimento operoso, regolato dall’art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, è un istituto giuridico indirizzato al ripristino della legalità violata in campo amministrativo tributario da parte del contribuente che ha la possibilità di rimediare la sua posizione di difetto nei confronti del fisco. Mediante lo strumento del ravvedimento il contribuente può naturalmente disciplinare errori o illeciti fiscali, versando entro il termine prescritto, il tributo non pagato, una sanzione fissata in misura diminuita e gli interessi, che vengono computati  giorno per giorno sul tributo non versato al tasso legale, che a partire dal 1° gennaio 2011 all’1,5% in ragione d’anno. L’ammontare della sanzione cambia secondo la tempestività mediante la quale il contribuente ricorre a tale rimedio ma anche secondo la natura della violazione che è stata commessa.

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Bisogna anche dire che vi è una tipologia di ravvedimento breve che prevede che se il contribuente esegue il versamento con un ritardo non maggiore dei 30 giorni, questi, sarà tenuto a pagare una sanzione del2,5% dell’importo dell’imposta che forma oggetto del ravvedimento, oltre agli interessi computati che fanno riferimento al tasso legale che è in vigore. Per le infrazioni compiute dopo il 1° febbraio 2011, la Legge Finanziaria per il 2011 ha fissato che la sanzione vada su di 1/10 del minimo (ossia al 3%).Oltre ad un ravvedimento breve, vi è anche un ravvedimento lungo. I versamenti eseguiti con ritardo maggiore di trenta giorni, ma in ogni modo entro i termini di presentazione della dichiarazione che riguarda il periodo nel quale ha avuto luogo l’infrazione commessa da parte del contribuente inadempiente.

Per le infrazioni compiute dopo il 1° febbraio 2011, la Legge Finanziaria per il 2011 ha fissato che la sanzione vada su di 1/8 del minimo (vale a dire al 3,75%). Tale strumenti di conciliazione nel rapporto tra il contribuente e la pubblica amministrazione finanziaria può risultare importante alla luce di una lotta contro l’evasione fiscale che deve diventare sempre più ferrea se si vuole raggiungere l’obiettivo che qualche mese fa è stato annunciato dal governo e che prevede il raggiungimento del pareggio di bilancio entro il 2013. Pertanto, si ritiene che uno strumento del ravvedimento potrebbe consentire alle casse dello stato di ottenere delle maggiori entrate tributarie.

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