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I Poteri dei Comuni

La cosiddetta potestà regolamentare è disciplinata dall’art. 52 del D.Lgs. 446/1997, che ha delineato i confini entro i quali le province e i comuni possono deliberare con specifici regolamenti i propri tributi, ed è alla base del cosiddetto federalismo fiscale.

Il comune controlla:

Il comune emette l’avviso di liquidazione con:

  • l’indicazione dei criteri adottati;
  • dell’imposta dovuta e delle sanzioni e degli interessi dovuti.

L’avviso di liquidazione deve essere notificato entro il termine di decadenza del 31/12 del secondo anno successivo a quella chi è stata presentata la dichiarazione.

Il comune provvede alla rettifica della dichiarazione nel caso di:

  • infedeltà;
  • incompletezza o inesattezza;
  • procede all’accertamento d’ufficio in caso di omessa presentazione.

Il comune emette l’avviso di accertamento motivato con la liquidazione dell’imposta dovuta e le relative sanzioni ed interessi. L’avviso deve essere notificato a mezzo posta mediante raccomandata con avviso di ricevimento, al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31/12 del terzo anno successivo alla presentazione della dichiarazione.

Accertamenti Ici

La Finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) ha introdotto modifiche sensibili all’Ici, intervenendo sia sulla disciplina del tributo sia sulle modalità di accertamento e riscossione.

Per quanto riguarda l’accertamento, il comma 161 sancisce che:

  • gli enti locali, relativamente ai tributi di propria competenza, procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato (art. 6, Dlgs 32/2001; art. 7, comma 1, legge 212/2000; circolare 77/E/2001 dell’agenzia delle Entrate);
  • gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati; entro lo stesso termine quinquennale devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del Dlgs 472/97 e sue modificazioni.

Per effetto delle nuove disposizioni scompare l’avviso di liquidazione, che era predisposto per il controllo formale o cartolare della dichiarazione o della denuncia e dei versamenti d’imposta. Il termine di controllo quinquennale opera ora anche per l’espletamento delle operazioni di verifica per le quali i commi 1 e 2 dell’articolo 11 del Dlgs 504/92, espressamente abrogati con effetto dal 1° gennaio 2007 (comma 173), prevedevano termini differenziati:

  • annuale, per riliquidazione fabbricati con rendita “presunta”;
  • biennale, per liquidazione versamenti omessi o insufficienti;
  • triennale, per accertamento in rettifica delle dichiarazioni o denunce infedeli, incomplete o inesatte;
  • quinquennale, per accertamento d’ufficio dell’ omessa presentazione della dichiarazione.

Espropriazioni Ici

L’art. 16, comma 1, del D.Lgs. n. 504/92 stabilisce che, in caso di espropriazione di “area fabbricabile, l’indennità è ridotta ad un importo pari al valore indicato nell’ultima dichiarazione Ici presentata dall’espropriato, qualora detto valore risulti inferiore all’indennità di espropriazione determinata secondo le vigenti disposizioni.

La norma riguarda, quindi, solo le “aree fabbricabili” e non qualsiasi tipo di immobile assoggettabile ad esproprio. Sono pertanto da ritenersi esclusi sia i “terreni agricoli” sia quelle aree non comprese nel campo di applicazione dell’ Ici (i cosiddetti “orticelli”, i “terreni incolti” sui quali non vengono esercitate attività agricole, i terreni pertinenziali dei fabbricati). Nel caso, quindi, dell’espropriazione di un terreno agricolo o di un’area non soggetta all’Ici, il calcolo dell’indennità deve necessariamente prescindere da raffronti con il tributo comunale.

Il comma 2 del medesimo art. 16 si riferisce, invece, alle espropriazioni per pubblica utilità relative a qualsiasi tipologia di immobili. Esso prevede che, in caso di espropriazione, l’indennità deve essere maggiorata di un importo pari alla differenza tra l’imposta versata dall’espropriato o dal suo dante causa negli ultimi 5 anni e l’imposta che doveva essere versata sulla base dell’indennità di espropriazione.

Nei comuni che ai sensi dell’art. 59, comma 1, lettera l), numero 1, del D.lgs. n. 446/97 hanno adottato, nel proprio regolamento, l’obbligo della comunicazione in sostituzione dell’obbligo di presentazione della dichiarazione o denuncia, l’omissione della comunicazione concretizza, secondo l’interpretazione ministeriale, un’infrazione puramente formale non più sanzionabile.

Pertanto, relativamente agli anni di vigenza della norma regolamentare, non opera la disposizione prevista dal comma 1 dell’art. 16 in commento (art. 59, comma 2, del D.Lgs. n. 446/97). Nel futuro, quindi, non dovrebbe più trovare applicazione la riduzione dell’indennità di espropriazione, essendo stato eliminato l’obbligo di presentazione della dichiarazione o denuncia ICI.

Sanzioni Ici

Dal 1° aprile 1998, il regime sanzionatorio dell’Ici è stato riformulato in base a vari decreti legislativi. Di seguito riportiamo un bree ademecum di tutte le nuove sanzioni, corredate dall’indicazione della violazione sottoposta a sanzione, dall’importo che deve essere versato e dalle eventuali riduzioni.

Queste, in sintesi, le nuove sanzioni:

  • Omesso, tardivo od insufficiente versamento, alle prescritte scadenze, in acconto o a saldo dell’imposta risultante dalla dichiarazione.   30% dell’importo non versato. Dal 1° febbraio 2011 la sanzione è ridotta al 3% se l’acconto, il saldo o il versamento unico viene eseguito entro 30 giorni dalla data di scadenza; al 3,75%, se il pagamento viene effettuato entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta nel quale è stata commessa la violazione.
  • Omesso, tardivo o insufficiente versamento accertato in sede di controllo delle dichiarazioni. 30% dell’importo non versato.
  • Omessa presentazione della dichiarazione o denuncia, anche di variazione. Dal 100 al 200% dell’ammontare del tributo, con un minimo di € 51,00 (lire 100.000). La sanzione è ridotta al 10% ( 1/10 del 100% ) dell’imposta evasa, se la dichiarazione viene presentata con ritardo non superiore a 90 giorni; al 12,5% (1/8 del 100%) dell’imposta evasa, se viene presentata con ritardo superiore a 90 giorni ma entro il termine della successiva dichiarazione ICI ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione. Se a seguito dell’accertamento il contribuente paga il tributo entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie, la sanzione è ridotta ad 1/3 (pari al 33,33%) del minimo edittale.
  • Dichiarazione infedele, con omissioni ed errori che incidono sull’ammontare dell’imposta dovuta. Dal 50 al 100% della maggiore imposta dovuta. La sanzione è ridotta al 6,25% ( 1/8 del 50% ) della differenza d’imposta dovuta, se la dichiarazione integrativa viene presentata entro il termine della successiva denuncia Ici. Anche in questo caso, se a seguito dell’accertamento il contribuente paga il tributo entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie, la sanzione viene ridotta ad 1/3 (pari al 16,66%) del minimo edittale.
  • Dichiarazione infedele (se gli errori non incidono sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo). Non sono più sanzionabili, ai sensi del comma 5-bis aggiunto all’art. 6 del D.Lgs. n. 472/97 dall’art. 7, lettera a) del comma 1 del D.Lgs. n. 32/2001.
  • Violazioni concernenti la mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti, la mancata restituzione di questionari o la loro mancata, incompleta o infedele compilazione. Da euro 51 (lire 100.000 ) a euro 258 (lire 500.000). Se l’infrazione viene regolarizzata entro 3 mesi, la sanatoria è gratuita. La sanzione è di 10,00 euro (lire 20.000) se la violazione viene regolarizzata entro un anno.

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