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Accertamenti Ici

La Finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) ha introdotto modifiche sensibili all’Ici, intervenendo sia sulla disciplina del tributo sia sulle modalità di accertamento e riscossione.

Per quanto riguarda l’accertamento, il comma 161 sancisce che:

  • gli enti locali, relativamente ai tributi di propria competenza, procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato (art. 6, Dlgs 32/2001; art. 7, comma 1, legge 212/2000; circolare 77/E/2001 dell’agenzia delle Entrate);
  • gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati; entro lo stesso termine quinquennale devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del Dlgs 472/97 e sue modificazioni.

Per effetto delle nuove disposizioni scompare l’avviso di liquidazione, che era predisposto per il controllo formale o cartolare della dichiarazione o della denuncia e dei versamenti d’imposta. Il termine di controllo quinquennale opera ora anche per l’espletamento delle operazioni di verifica per le quali i commi 1 e 2 dell’articolo 11 del Dlgs 504/92, espressamente abrogati con effetto dal 1° gennaio 2007 (comma 173), prevedevano termini differenziati:

  • annuale, per riliquidazione fabbricati con rendita “presunta”;
  • biennale, per liquidazione versamenti omessi o insufficienti;
  • triennale, per accertamento in rettifica delle dichiarazioni o denunce infedeli, incomplete o inesatte;
  • quinquennale, per accertamento d’ufficio dell’ omessa presentazione della dichiarazione.

Pagamento Ici 2011

L’ICI è l’imposta comunali sugli immobili,  per cui come si evince dal nome, è un’imposta la cui modalità di imposizione è gestita dal comune di residenza dei contribuenti che sono proprietari di immobili, terreni, che sono utilizzati non come prima casa, in quanto la prima casa non è presupposto dell’imposta, bensì la titolarità della proprietà del diritto di proprietà su immobili che non sono adibiti a prima casa. Chiaramente le aliquota, vale a dire la percentuale che verrà applicata alla base imponibile, viene stabilita dal consiglio comunale che ogni anno delibera quale sarà  la misura del tributo che i contribuenti locali dovranno pagare. In un momento di crisi economica e in seguito ai tagli che il governo nazionale ha dovuto operare affinché si possa raggiungere entro il 2013 il pareggio di bilancio i comuni si troverà accorto di risorse finanziarie, molto probabilmente dovrà aumentare l’entità dell’imposta comunale sugli immobili da fare pagare ai contribuenti insieme a tutte le altre imposte locali disciplinati da norme emanate dal comune stesso.agenziaentrate3

L’imposta ICI, proporzionata alla quota e ai mesi di possesso degli immobili, va versata in due rate:

  • la prima rata (acconto) – da pagare tra il 1° e il 16 giugno – è pari al 50% dell’imposta dovuta, calcolata sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dei 12 mesi dell’anno precedente;
  • la seconda rata – da pagare tra il 1° e il 16 dicembre a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno – è calcolata applicando le aliquote e le detrazioni deliberate per l’anno in corso e sottraendo quanto già versato come acconto.

È possibile anche effettuare il versamento dell’ICI in un’unica soluzione entro il termine previsto per l’acconto, applicando le aliquote e le detrazioni stabilite dal Comune per l’anno in corso.

Se si posseggono più immobili nello stesso Comune, basterà un unico versamento per l’imposta complessivamente dovuta. Se si posseggono invece immobili situati in Comuni diversi, è necessario effettuare distinti versamenti per ogni Comune.

Il versamento del tributo va eseguito negli uffici postali o presso il concessionario della riscossione o nelle banche convenzionate con lo stesso concessionario, purché il Comune non abbia disposto diversamente. La somma minima da pagare è di 2,08 euro. Gli importi fino a 2,07 euro (pari a 4.000 delle vecchie lire) non vanno versati.

Entro 30 giorni dalla scadenza della rata, i ritardatari possono pagare l’ICI applicando la sanzione ridotta del 3% dell’imposta dovuta, oltre agli interessi legali dell’1,5% annuo (nel 2010 erano dell’1%) calcolati solo sul tributo, in proporzione ai giorni di ritardo. Gli importi così determinati vanno aggiunti all’ammontare del tributo da versare.

Il pagamento va effettuato utilizzando il normale bollettino di conto corrente postale, dove andrà barrata la casella “Ravvedimento”.

Le persone fisiche non residenti nel territorio dello Stato possono avvalersi dell’ulteriore facoltà di effettuare il versamento dell’ICI in un’unica soluzione, dal 1° al 16 dicembre, applicando gli interessi del 3%, calcolati sull’imposta che si sarebbe dovuta pagare come acconto.

Secondo il ministero dell’Economia e delle Finanze, il regime di esenzione non riguarda le unità immobiliari urbane possedute dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato (risoluzione n. 12/Df del 5 giugno 2008, paragrafo 6; risoluzione n. 1/DF del 4 marzo 2009).

Pagamento Ici

Da qualche anno è stata introdotta la possibilità di effettuare il pagamento ICI anche  tramite modello F24.

Il pagamento viene effettuato in due rate. L’acconto, da versare entro il 16 giugno, è pari al 50% dell’imposta dovuta, mentre il conguaglio, da pagare entro il 16 dicembre, è a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno 2010.

Il pagamento può essere effettuato con il modello F24 presso le banche convenzionate, presso gli uffici postali, presso il concessionario della riscossione o per via telematica, oppure con bollettino postale con le stesse modalità.

Sanzioni per i ritardatari:

La scadenza fissata per il pagamento della prima rata ICI per il 2011 e’ il 16 giugno. I contribuenti che omettono o eseguono in ritardo il pagamento dell’ ICI, possono regolarizzare la loro posizione debitoria evitando l’applicazione della sanzione ordinaria, a condizione che la violazione non sia stata già contestata o comunque non siano iniziate verifiche amministrative.

La sanzione ordinaria, pari al 30% dell’importo dovuto, è ridotta:

  • al 2,50% se il versamento è eseguito nel termine di 30 giorni dalla data di scadenza;
  • al 3% se il pagamento viene effettuato entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta nel quale è stata commessa la violazione.

Il versamento della sanzione deve essere effettuato contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo e degli interessi dovuti, calcolati ad un tasso del 3% annuo, applicati però giorno per giorno e cioè pari allo 0,0082191% per ogni giorno di ritardo.

Scadenza Ici 2011

Per il calcolo dell’ICI è necessario conoscere la rendita catastale che potrà essere acquisita attraverso una visura catastale  da richiedere presso gli uffici dell’Agenzia del Territorio, direttamente  online, oppure, presso gli uffici postali.

Per quanto riguarda i fabbricati, l’imposta si calcola moltiplicando la rendita catastale per 100 (nel caso di abitazioni ad uso civile) oppure per 50 nel caso di immobili classificati nella categoria A/10 (uffici e studi privati) o infine per 34 per quelli rientranti nella categoria C/1 (negozi e botteghe). In tutti i casi il risultato andrà maggiorato del 5 per cento.

L’importo ottenuto dovrà essere poi moltiplicato per l’aliquota ICI stabilita dal comune di appartenenza. I comuni possono deliberare aliquote Ici in misura non inferiore al 4 per mille, né superiore al 7 per mille.

Per favorire la stipula di contratti di locazione con affitto più contenuto rispetto a quello libero, i comuni possono deliberare, nel rispetto dell’equilibrio di bilancio, aliquote Ici più favorevoli per i proprietari che concedono in locazione, a titolo di abitazione principale, immobili alle condizioni previste dagli accordi locali definiti fra le organizzazioni della proprietà e dell’inquilino.L’aliquota agevolata potrà essere inferiore al limite minimo del 4 per mille.

Il decreto legge n. 93 del 27 Maggio 2008 in materia di disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie, ha sancito l’abolizione del pagamento dell’ICI sulle unità immobiliari adibite ad abitazione principale, così come inquadrate dal decreto legislativo n. 504 del 30 dicembre 1992.

Scadenza Ici

Ne abbiamo già parlato diverse volte, la scadenza dell’Ici è ormai costituita da due date precise, il 16 giugno e il 16 dicembre.

Innanzitutto una persona dovrà decidere se pagare in una unica soluzione o in due volte. Chi decide di pagare in un’unica soluzione dovrà farlo entro e non oltre il 16 giugno. Chi invece opta per pagare in due comode rate dovrà versare la prima rata (del 50% dell’importo totale) sempre entro il 16 giugno, mentre potrà versare il saldo dal 1 al 16 di dicembre.

The end of the line. Fonte: environmentdebate.co.uk

The end of the line. Foto: environmentdebate.co.uk

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