Ciò che resta dell’Italia

Perché questa indifferenza? Non possiamo continuare a rimanere apatici davanti queste atrocità solo perché non avvengono sotto i nostri occhi, Non possiamo continuare a considerare cio che accade in africa come qualcosa appartenente ad un’altra dimensione. Se ci disinteressiamo dei problemi del mondo prima 0 poi saranno loro a interessarsi a noi, diceva qualcuno.

Alla fine della seconda guerra mondiale cio che resta dell’Italia é, dopo la caduta del fascismo, uno stato non ancora ben definite, tra monarchia e repubblica, tra fascisti e antifascisti, tra Urss e Usa sopratmtto tra macerie e povertà. I due più grossi partiti sono la DC partito costruito negli anni ’40 dalle ceneri del Partito Popolare di Don Sturzo e Il PCI sopravissuto clandestinamente al regime e dotato di un grosso seguito di masse. Alle prime elezioni politiche, nel 1948, i partiti hanno l’occasi0ne di misurare la loro forza il risultato e la vittoria della DC che diventa il primo partito italiano, seguita dal Partito Comunista, Nel seguire degli anni il PCI assottiglierà il suo distacco elettorale dalla DC {mo quasi a raggiungerla e superarla, questo grazie a un massiccio lavoro su tutti gli strati della società e al radicamento in tutti i centri Italiani, anche i più piccoli, con sezioni del partito, federazioni giovanili, politiche a difesa delle classi più deboli.

Questo trend spaventava i cosiddetti neofascisti che si riunivano nel Msi di Michelini e Almirante e nei circoli giovanili di Ordine nuovo di Pino Rauti e di Avanguardia Nazionale di Stefano Delle Chiaie, i gerarchi dell’esercito e tutti coloro che si erano affezionati e ricordavano con nostalgia il regime mussoliniano e l’esperienza della Repubblica di Salo. Tutti questi personaggi temevano una salita al potere del Partito Comunista che avrebbe potuto gettare le basi per una rivoluzione in senso socialista. Allora il 3 Maggio 1965 si organizzo a Roma all’Hotel Parco dei Principi un convegno sulla guerra rivoluzionaria” finanziato dallo stato maggiore dell’esercit0. In questa sede si riunirono tutti i personaggi sopra citati e gettarono le basi della cosiddetta “strategia della tensione” che aveva come primo 0biettivo quello di radunare più sostenitori possibile collocati 0 da colloca-re in posizioni di potere e una specie di esercito popolare da far entrare in azione per atti di cosiddetti controterrorismo, tutto questo col fine di influenzare. Ma l’estrema destra e gli alti gradi dell’esercito non erano i ava? soli ad aver paura dello spettro del comunismo in Italia, gli americani avevano già impiantato in Italia nel 1956 una organizzazione segreta paramilitare dal nome GLADIO. Gladio faceva parte del progetto statunitense Stay Behind sponsorizzata dalla CIA e dalla NATO per contrastare l’ini1uenza comunista dopo la seconda guerra mondiale in Italia, come in altri stati europei.

Gli eventi del 1968, la contestazione studentesca di massa al mondo universitario e all’intero sistema capitalista, fecero precipitare la situazione e per le forze segrete eversive era il momento di inaugurare la strategia della tensione.Il primo atto della lunga tragedia che insanguinerà l’Italia per tutti gli anni settanta ed ottanta sarà la strage di piazza Fontana a Milano il 12 Dicembre del 1969, degli ordigni esplosivi vennero fatti esplodere all’intem0 della Banca Nazionale dell’Agric0ltura dove morirono 16 persone e 88 furono feriti.

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