Il procedimento amministrativo

procedimento

La prima constatazione da fare è che il procedimento è una sequenza, di atti preordinata non secondo un unico schema, ma corrispondente ai tanti modelli imposti dagli interessi pubblici. Si hanno così procedimenti di certificazione, a cui di recente si sono sostituite dichiarazioni rese dagli interessati, che servono per la legalizzazione di atti (autentica.di- firma); procedimenti di ammissione a pubblici impieghi, proced. di erogazione di agevolazioni, procedimenti concessori. Dalla casistica dei procedimenti si evince che la loro struttura non unitaria. Le diverse sequenze sono state ricostruite in termini unitari secondo le tre fasi di iniziativa, istruttoria e decisoria; ma un procedimento prevede a sua volta un subprocedimento e dei procedimenti collegati. Questa ricostruzione trovava la sua giustificazione in ciò che si riteneva lo scopo del procedimento, il collegamento di una serie di atti miranti ad un effetto finale. Questo era il provvedimento, l’unico che si potesse impugnare.

giudice

La tendenza del giudice amministrativo è stata però quella di consentire l’anticipazione della tutela, con la possibilità di impugnare gli atti interni al procedimento, prima quindi che questo si concludesse con un provvedimento finale che non è stato più l’unico impugnabile. Ciò per evitare che l’azione amministrativa continuasse avendo già prodotto delle lesioni di interessi legittimi. il procedimento come si è visto è frutto anche di una elaborazione giurisprudenziale, che dai singoli procedimenti ha enucleato alcuni principi attraverso il sindacato dell’eccesso di potere delle sue figure sintomatiche. I principi osservati dalla giurisprudenza sul procedimento sono incentrati sulla consapevolezza che se vi sono norme legislative o regolamentari cui l’amministrazione è tenuta, che siano pareri, intese o altri atti, la decisione, assunta senza prima avere espletato gli adempimenti procedimentali previsti, è illegittima. Da questo deriva che non solo l’azione amministrativa con determinati presupposti, è necessaria, ma che essa deve essere anche imparziale, (art. 97 Cost.), coerente e logica. Per tutti questi motivi una disciplina del procedimento si è resa inevitabile. Ha avuto una lunga elaborazione ed è stata preceduta da codificazioni adottate dagli altri paesi, fra cui la più antica è quella dell’Austria del 1925 e fra le più articolate quella tedesca del 1978.

La 1. n. 241/1990, oltre alla disciplina generale sul procedimento e sull’accesso ai documenti amministrativi, contiene alcuni principi generali dell’azione amministrativa che come recita l’art. 1 “persegue i fini determinati dalla legge”, è cioè funzionalizzata e vincolata nei fini. II primo criterio affermato è la comunicazione dell’avvio del procedimento (artt. 7 e 8) che deve essere fatta ai destinatari e a coloro che possono intervenire nel procedimento. Con essa si instaura il contraddittorio e si mette l’interessato in grado di sapere che l’amministrazione procede. E’ esclusa per gli atti normativi e generali. L’art. 10 dispone il diritto di prendere visione degli atti del procedimento concesso sia a coloro che sono destinatari della comunicazione, sia a qualunque soggetto portatore di interessi pubblici e privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni. Questi stessi soggetti hanno diritto di intervenire presentando memorie e documenti (artt. 9 e 10).

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