IMU e fotovoltaico

L’IMU è una tassa sulla proprietà che si riferisce a terreni e fabbricati, tra cui la residenza principale, questo prelievo sostituisce l’ICI e l’imposta sul reddito delle persone fisiche il reddito catastale. La base imponibile si calcola moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per i fabbricati e del 25% per i terreni, per un apposito coefficiente determinato dalla norma. Non ci sarà alcuna eccezione, anche per le abitazioni rurali rientranti nella classe A (tax rate del 0,4% con una detrazione di € 200 se abitazione principale, altrimenti 0,76%). Dal 2012 aumenta la base imponibile comunale, che assume anche il valore catastale dei fabbricati adibiti al ricovero degli animali, la conservazione dei prodotti agricoli, serre, locali destinati a strumenti di alloggi, impianti per la produzione di energia le risorse agroforestali o fotovoltaici. Per l’articolo. Legge 13 del 6 dicembre 2011, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 Dicembre 2011, n. 214, (il “Decreto Monti”) applicazione IMU (Mark Hall) al posto della componente immobiliare delle imposte sul reddito, di comparse correlate e ICI è stata anticipata, come un esperimento, al 2012. Pertanto, l’imposta è già in atto in tutti i comuni del paese. I suoi effetti devono rientrare anche sugli impianti eolici e fotovoltaici accatastati nella categoria D e può portare a grandi fiscale, dovuto all’aumento della base imponibile (7,6 per mille) e la rivalutazione della rendita catastale che ora, per quanto riguarda queste proprietà, deve essere eseguito attraverso l’uso di un moltiplicatore di 60 (precedentemente il moltiplicatore era pari a 50). L’IMU deve essere pagata mediante il modello F24: questo può essere fatto andare in banca o attraverso l’home banking. (*) Nota importante per il 2012: dal momento che la modifica ai tassi da parte dei Comuni non può essere ancora stabilito nel mese di giugno, la prima rata deve essere calcolata sui tassi del governo (0,4% e 0,76%).

La seconda rata sarà calcolata sui tassi esatto e bilanciare il primo. Quindi, se, per esempio, l’importo totale della tassa calcolata sui tassi del governo è di 500 euro, e l’importo calcolato sulle tariffe regolate dal Comune è di 600, la prima rata sarà: 500/2 = 250 e il secondo rata sarà l’equilibrio: 600-250 = 350 euro. A questo proposito, sarebbe auspicabile un intervento chiarificatore del legislatore permesso di risolvere i problemi di lunga data in materia di responsabilità fiscale o non tutte le turbine eoliche e pannelli fotovoltaici, indipendentemente dalla loro dimensione, e al quale categoria di accatastamento (Q / 1 piuttosto che E / 3 o E / 9, come proposto da alcuni giudici tributari). Questa spiegazione, purtroppo, non ha avuto luogo, motivo per cui ora, in attesa di ulteriori sviluppi, sembrano rimanere validi tutti i fraintendimenti e le controversie che hanno caratterizzato l’ICI nel recente passato. La manovra Monti dovrebbe, pertanto, non incidono sulla qualifica di impianti fotovoltaici come fabbriche tessili (come impilabile in / 1 D), e anche quando insistono sulla loro natura rurale di terreni agricoli. Invece non sarà più necessario (tranne che per i fini dell’esenzione dopo un periodo di rendite ICI, in quanto accertabili) per richiedere la modifica D/10 delle piante classificati in D / 1, poiché la ruralità, per essere accertata caso per ogni caso, anche per il fotovoltaico, non dipende più da classificazione del terreno, ma per la ricorrenza dei requisiti oggettivi e soggettivi necessari.

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