L’ Italia intende aumentare le tasse sui redditi da capitale

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I tre governi europei di Italia, Francia e Spagna si sono messi sotto i riflettori e dubbi, questa settimana si vuole evitare che nei mercati finanziari si possa verificare l’ennesima speculazione da parte dei finanzieri che comprano debito pubblico a prezzi bassi e si cerca di attrarre l’attenzione della Banca centrale europea per sostenerli nel difficile compito di rientrare dal debito che per quanto concerne l’Italia è molto alto. Anche se più o meno in autonomia e con forza, questi governi (Italia e Spagna) agiranno per affrontare questi disturbi e per prevenire la diffusa a macchia d’olio che attraversa il Vecchio Continente.tasse_busta_paghetta

A tal fine, hanno proposto nelle ultime ore di ultimare i nuovi programmi di aggiustamento fiscale che dovranno avere luogo nel corso delle prossime due settimane. Italia e Spagna hanno in programma di porre in essere questi aggiustamenti la prossima settimana. Ieri, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha avanzato un progetto che aumenta la tassa sui redditi da capitale a tassi che variano dal 12,5%-20%. L’aumento interesserà tutti i redditi derivanti da attività finanziarie, come azioni o quote.conto-corrente-zero-spese-piacenza

I tre dirigenti hanno obiettivi comuni, in particolare l’impegno a far diventare legge l’obbligo di raggiungere il pareggio di bilancio, una mossa che l’Italia e la Francia studiano e che la Spagna ha adottato nel contesto regionale. Sul lato delle rettifiche, vi è in programma un aumento delle tasse, l’Italia ha dato come risposta principale quello di tagliare il deficit pubblico e impegnato a Bruxelles, mentre Madrid e Parigi dovrebbero essere al 3% del loro debito nel 2013, e l’Italia in modo vuole portare a 0% il suo deficit entro due anni.

Le riforme sono sul terzo fronte aperto, ma qui è il governo di Silvio Berlusconi che sembra intenzionato a fare di più movimenti sul fronte delle riforme del lavoro qualcosa che la Spagna ha già posto in essere dopo i salvataggi della Grecia e dell’Irlanda. Senza specificare, il governo di Silvio Berlusconi ha richiamato i capitoli interessati dal taglio delle tasse. Da un lato, Roma ha raccolto la sfida chiamata alla BCE di realizzare un piano urgente di privatizzazione dei servizi locali e di attuare una riforma del lavoro e una pensione. L’esecutivo ha inoltre deciso di limitare le loro finanze pubbliche nella Costituzione, mentre non è escluso riducendo gli stipendi dei dipendenti pubblici. Sul tavolo anche misure fiscali che potrebbero punire la ricchezza maggiore o seconda casa o addirittura un blocco delle pensioni.

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