L’IMU e il decreto “Salva l’Italia”

Con le modifiche apportate dal decreto “Salva l’Italia” (DL 201/2011) è stato introdotto in Italia una nuova tassa denominata IMU sugli immobili detenuti all’estero da parte di persone fisiche residenti in Italia (a prescindere dalla loro destinazione d’uso): questa disposizione sarà già essere considerato attivo dal 2011. Il decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011 convertito in Legge n. 214 del 22 dicembre 2011 Articolo 13 stabilisce che la tassa IMU influisce sui valori di un immobile situato all’estero, detenuti da persone fisiche residenti in Italia. La IMU sostituisce la tassa ICI e, come nel caso di ICI, colpisce anche le proprietà italiane basate degli stranieri residenti in Italia.

A partire dal 2011 (e quindi retroattivamente rispetto alla approvazione del decreto) individui stranieri residenti in Italia in possesso di immobili situati all’estero, dovrebbe essere pagato allo Stato italiano una tassa del 0,76% del valore di immobili detenuti nei loro paesi stranieri. Il valore riportato è il costo per l’acquisto della proprietà o di altri accordi e, in mancanza, è considerato il valore di mercato che sarà calcolata in cui è situato l’immobile. La nuova IMU sarà pagabile in proporzione alla percentuale di proprietà degli immobili in base all’estero durante l’anno fiscale da parte di stranieri residenti in Italia. Per evitare possibili effetti di doppia imposizione è riconosciuto nel decreto IMU un credito d’imposta pari a oneri fiscali qualsiasi capitale applicate nello Stato in cui si trova l’immobile. Le istruzioni finali di Unico 2012 hanno confermato che i valori degli immobili detenuti all’estero devono essere inclusi in modulo RM a pagare IMU introdotto dal decreto MONTI. Con il possesso di tali proprietà risulta una serie di obblighi dichiarativi connessi all’imposta sul reddito delle persone fisiche per soddisfare la nuova IMU. Considerando un immobile posseduto all’estero, da una persona fisica, prima di tutto bisogna determinare se la proprietà è affittata o è disponibile. Se la proprietà immobiliare non è affittato, dobbiamo determinare se nello Stato estero l’immobile è tassato in materia di imposta sul reddito all’estero. Se non è produttiva di reddito non deve essere indicato alcun importo nella dichiarazione, mentre nel caso la proprietà è tassato il reddito soggetto ad imposta estera immobiliare (dedotte le spese detratte) devono essere riportati anche in Unico (linea RL12). In questo caso, tuttavia, è previsto un credito d’imposta per le imposte pagate all’estero, con indicazione in UNICO. Se, invece, la proprietà si trova all’estero, se si trova in uno Stato estero che impone l’imposta sul reddito, l’ammontare tassato all’estero deve essere riportato in UNICO in Italia, considerando anche in questo caso il credito d’imposta per le imposte versate direttamente all’estero. Se il bene nello stato estero non è soggetto a tassazione, in Italia, sarà dichiarato il canone ottenuto ridotto del 15%. Come sopra indicato La percentuale IMU è il 0,76% del valore degli edifici. Ai fini del calcolo e il pagamento delle IMU è necessario specificare il costo di acquisto del bene che deriva da contratti e, se non si può, si deve fare riferimento al valore di mercato.

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