Le Contrapposizioni democrazia-partecipazione

Gli anni successivi seguono, tuttavia, il rapido declino di questa prospettiva e ben presto la vita della regione ripiomba in un clima di logorante mediazione. Certamente la cosiddetta politica delle intese alla regione siciliana meriterebbe un’analisi e un giudizio più articolato e più attento. Tuttavia già in questa sede il fallimento è in gran parte da addebitare allo scarto fra i l disegno politico che era consegnato in quei programmi e i processi reali che attraversava il paese e la Sicilia. Lo scarto fra gli apparati pubblici e parapubblici che costituiscono il sistema di potere e la società meridionale; scarto che tocca la natura stessa e la qualità dell’intervento nell’economia: un intervento, cioè, che non va oltre l’erogazione in danaro, in una situazione nella quale invece non sono tanto i capitali che mancano, ma le occasioni di impiego produttivo.

Non è un caso che anche sul piano nazionale i tentativi di rilanciare la programmazione e di riformulare un nuovo patto fra movimenti operaio e padronato/settori produttivi avanzati, fondato sull’austerità e i l rilancio degli investimenti e dell’occupazione,si scontreranno duramente con la realtà dei rapporti di forza fra i partiti politici, da un lato, e con i l logoramento ormai irrimediabile degli apparati pubblici per i l governo dell’economia che hanno funzionato negli anni della ricostruzione e dell’espansione, dall’altro. L’interrogativo della strategia del cambiamento investe ormai direttamente la forma della politica e i caratteri dell’intervento pubblico. La grande questione con cui le democrazie occidentali devono fare i conti all’inizio degli anni ottanta è la crisi dello Stato sociale, del suo modello produttivo, degli istituti che hanno consentito la convergenza della crescita economica con gli obiettivi di riforma, di miglioramento delle condizioni di vita e diffusione  del benessere dell’intero movimento operaio. Qual è la specificità di questa crisi nel Mezzogiorno e in Sicilia?

Quali punti nevralgici del vecchio equilibrio sono messi in discussione? Qual è la vera posta in gioco dello scarto in atto nel paese e nell’intero occidente? Non si può ragionare della Sicilia e del sud senza allargare i l ragionamento all’intero scenario e alle questioni generali che sono sul tappeto. In realtà, ancora una volta la Sicilia e i l Mezzogiorno si ritrovano all’appuntamento di un nuovo processo di modernizzazione che investe l’intero paese e che ripropone, sia pure in termini nuovi, il rapporto fra democrazia e modello di sviluppo, tra forma della politica e nuovi caratteri del processo economico.

La questione della democrazia — della sua crisi e del suo sviluppo — è aperta oggi in termini completamente nuovi in tutto l’occidente. Nella coscienza comune è diffusa la sensazione che siamo giunti a una soglia. Basta richiamare alcuni dei nodi attorno a cui ruotano molti dei problemi della nostra vita nazionale e che sono al centro dello scontro politico e sociale.

a) Tutta la discussione sulla cosiddetta governabilità allude a un problema di limitazione o espansione della democrazia; di funzionamento delle istituzioni rappresentative e degli apparati pubblici; di rapporto fra decisione e consenso. La stessa contrapposizione, artificiosa e mistificante, fra democrazia-partecipazione e decisione-efficienza denota un orientamento culturale e un disegno politico che tendono a offuscare la prospettiva democratica e l suo valore strategico.

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