L’occupazione del sommerso

L’occupazione che in tal caso si registra è solo quella prevalente denunciata per i componenti della stessa. Pertanto sono esclusi dal computo sia gli stranieri non residenti sia i doppi lavori mentre è più probabile l a registrazionedi lavori d i tipo informale o temporanei (che sfiorano l’area del sommerso non riconosciuto dai rispondenti), s ia perché minore è l’interesse o l a volontà di elusione, sia perché sono previsti appositi quesiti di controllo. I limiti di tali fonti, almeno dal punto d i vista che qui interessa, sono quindi rappresentati principalmente dalla mancata considerazione degli stranieri n o n residenti e delle posizioni lavorative plurime. Nel caso invece delle fonti dal lato imprese, i n particolare i l Censimento dell’Industria e Servizi, CIS (il Censimento dell’Agricoltura, CA, presenta particolarità che lo pongono ai l i m i t i delle due tipologie di fonti), l’unità di rilevazione è l’impresa/unità locale e l’occupazione registrata è quella iscritta a libropaga.

Si tratta dunque d i rilevazioni che si limitano alla sola area del lavoro regolare e delle attività plurime d i chi è titolare, presso unità produttive diverse, di più posizioni lavorative (come dipendente ma soprattutto come indipendente). In questo caso i l limite più grave è rappresentato dalla riconoscibilità/individuazione della sede dell’attività produttiva, cosicché sfuggono tutte quelle attività molto informali che non hanno u n riferimento localizzativo preciso e distinguibile (lavoratori a domicilio, i n conto/terzi, intermediari, rappresentanti, lavoratori i n nero) e che, con riferimento alla nostra regione, comportano anche una forte sottovalutazione del lavoro di alcune comunità di stranieri. CP e CIS costituiscono le due fonti informative d i base per l a stima ISTAT delle ULA. L a citata differente natura delle fonti statistiche considerate non è tuttavia necessariamente un limite, anzi, gli aspetti di complementarietà legati a i diversi obiettivi conoscitivi sopra indicati permettono, una volta corrette le discrepanze strutturali fra le due rilevazioni, di valutare i n modo distinto segmenti occupazionali diversi. Ovviamente queste fonti non esauriscono la gamma di quelle necessarie per procedere alla stima desiderata, sia perché alcuni segmenti occupazionali (particolari categorie di doppi lavori, stranieri, non occupati con ore lavorate, lavoratori agricoli ecc.) richiedono l’utilizzo di ulteriori fonti informative, sia perché anche le fonti censuarie devono essere verificate e controllate. Inoltre, poiché sia CP sia CIS sono a carattere censuario e quindi disponibili solo per particolari anni, altre Fonti, I F L i n particolare, devono essere utilizzate per poter aggiornale le U LA agli anni i n cui n o n si svolgono i censimenti.

La produzione ISTAT e le esigenze IRPET

LISTA I produce stime delle ULA relativamente all’input d i lavoro dell’ecoìomia italiana a livello macro. Facendo per adesso riferimento a l recente passato (come anticipato, l’Istituto ha recentemente rivisto la metodologia di calcolo delle ULA e con esso anche i dati pubblicati; d i questo parleremo più in avanti), i l dettaglio con cui l’ISTAT comunica i propri risultati è il seguente:

il livello nazionale pubblica le ULA c on 37 branche di dettaglio settoriale e con la distinzione per dipendenti e indipendenti nelle categorie: regolari, irregolari, doppi lavori, non dichiarati, stranieri non residenti; a livello regionali l dettaglio settoriale è minore (17 branche) e viene mantenuta la sola istinzione fra dipendenti e indipendenti.

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