Ravvedimento operoso Ici 2011

Dal 1° febbraio 2011 è cambiata l’entità delle sanzioni previste in caso di ravvedimento operoso. La Legge di stabilità 2011 (in precedenza definita Legge Finanziaria), cioè la Legge n. 220 del 13 dicembre 2010 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2010), al comma 20 modifica il decreto legislativo n. 472 del 18 dicembre 1997 per quanto riguarda la misura delle sanzioni, con decorrenza 1° febbraio 2011.

Pertanto, risulta cambiato l’ammontare delle sanzioni previsto dall’art. 16, comma 5, del decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008 (cosiddetto “Decreto anti-crisi”), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 2 del 28 gennaio 2009.

Queste sono le riduzioni previste per le sanzioni applicabili in caso di ravvedimento operoso, dal 1° febbraio 2011:

  • da 1/12 a 1/10 del minimo la misura della sanzione applicabile in caso di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di 30 giorni dalla data della sua commissione;
  • da 1/10 a 1/8 la sanzione prevista per la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, se essa avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione, entro un anno dall’omissione o dall’errore;
  • da 1/12 a 1/10 del minimo la sanzione prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a 90 giorni.

Il Ravvedimento operoso, regolato dall’art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, è un istituto giuridico indirizzato al ripristino della legalità violata in campo amministrativo tributario da parte del contribuente che ha la possibilità di rimediare la sua posizione di difetto nei confronti del fisco.

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Mediante lo strumento del ravvedimento il contribuente può naturalmente disciplinare errori o illeciti fiscali, versando entro il termine prescritto, il tributo non pagato, una sanzione fissata in misura diminuita e gli interessi, che vengono computati  giorno per giorno sul tributo non versato al tasso legale, che a partire dal 1° gennaio 2011 all’1,5% in ragione d’anno. L’ammontare della sanzione cambia secondo la tempestività mediante la quale il contribuente ricorre a tale rimedio ma anche secondo la natura della violazione che è stata commessa. Bisogna anche dire che vi è una tipologia di ravvedimento breve che prevede che se il contribuente esegue il versamento con un ritardo non maggiore dei 30 giorni, questi, sarà tenuto a pagare una sanzione del2,5% dell’importo dell’imposta che forma oggetto del ravvedimento, oltre agli interessi computati che fanno riferimento al tasso legale che è in vigore. Per le infrazioni compiute dopo il 1° febbraio 2011, la Legge Finanziaria per il 2011 ha fissato che la sanzione vada su di 1/10 del minimo (ossia al 3%).Oltre ad un ravvedimento breve, vi è anche un ravvedimento lungo. I versamenti eseguiti con ritardo maggiore di trenta giorni, ma in ogni modo entro i termini di presentazione della dichiarazione che riguarda il periodo nel quale ha avuto luogo l’infrazione commessa da parte del contribuente inadempiente.
Per le infrazioni compiute dopo il 1° febbraio 2011, la Legge Finanziaria per il 2011 ha fissato che la sanzione vada su di 1/8 del minimo (vale a dire al 3,75%).

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